“La falla nei siti delle Ulss venete è inquietante perché si tratta di dati sensibili e perché è una scoperta che arriva a breve distanza dall’attacco hacker al portale dell’Ulss Euganea. A distanza di due mesi non è cambiato niente sul fronte della sicurezza informatica ed è molto grave”. 

Il gruppo Pd in regione Veneto
Il gruppo Pd in regione Veneto

Le consigliere del Partito Democratico Anna Maria Bigon (vice presidente della commissione Sanità) e Vanessa Camani (vice capogruppo a palazzo Ferro Fini) annunciano una interrogazione sul tema, anche a nome dei colleghi Giacomo Possamai, Jonatan Montanariello, Andrea Zanoni e Francesca Zottis, dopo la scoperta di un ‘buco’ nella rete informatica che permetterebbe, grazie ad un attacco hacker, di ottenere certificati di negativizzazione e comunicazioni di sorveglianza sanitaria. 

“Dati riservati potrebbero anche essere utilizzati per compiere illeciti. Le rassicurazioni ai cittadini dopo quanto accaduto con l’Ulss padovana, vicenda ancora con molte ombre e che ha comunque causato disagi non indifferenti agli utenti vista la pubblicazione online di migliaia di documenti, sono svanite. È evidente che esiste un problema con la vulnerabilità dei siti, non protetti in maniera adeguata: questa volta sono state coinvolte tutte le Ulss. Bloccare la sezione ‘a rischio’ non è sufficiente, bisognerebbe agire prima e non a danno già fatto. Non vorremmo trovarci tra qualche settimana di fronte a un nuovo caso. La Regione faccia chiarezza sulle responsabilità e dica se c’è una strategia per rafforzare la sicurezza informatica: è impensabile che i dati sanitari dei veneti siano accessibili da chiunque abbia un minimo di dimestichezza sul web”.