Sostegno Abitativo, Progetto “Casa”, da Caritas Vicentina un aiuto per 95 persone in difficoltà

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Sostegno Abitativo

Si chiama “C.A.S.A. – Cammini di Autonomia attraverso il Sostegno Abitativo” ed è il nuovo progetto dell’Associazione Diakonia onlus, ente gestore dei servizi-segno di Caritas Diocesana Vicentina, a favore di persone che si trovano in una temporanea condizione di difficoltà abitativa e/o socioeconomica.

L’obiettivo è il miglioramento, nell’arco di un anno, delle condizioni di vita di almeno 95 persone che vivono sul territorio della diocesi di Vicenza, fornendo loro un alloggio nelle tre strutture di social housing di Caritas Diocesana Vicentina – Casa Beato Claudio Granzotto a Vicenza, Casa San Giorgio a Quinto Vicentino, Casa Madre della Misericordia a Scaldaferro di Pozzoleone – e azioni di supporto specifico per uscire dalla condizione di emarginazione o precarietà in cui si trovano.

“Per il concreto sostegno al progetto – afferma il direttore di Caritas Diocesana Vicentina, don Enrico Pajarin – ringraziamo il Fondo di Beneficenza ed opere di carattere sociale e culturale di Intesa Sanpaolo –.

Oltre alle persone in grave marginalità, sono sempre più frequenti coloro che, pur avendo un lavoro o pensione, si rivolgono ai nostri servizi perché non riescono ad accedere a una casa in autonomia: nel 2022 sono state 288 le persone incontrate con questo problema, l’8% del totale delle persone accompagnate dai nostri servizi.

Stando poi ai dati dei Servizi Sociale Territoriale e Abitativi del Comune di Vicenza per gli anni 2020-22, sono 103 le famiglie che si sono rivolte ai Servizi Sociali perché sottoposte a procedure di sfratto, per un totale di 372 persone, di cui 173 minori. Solo 21 di questi nuclei familiari hanno risolto la situazione in autonomia, mentre gli altri sono stati accolti presso strutture collettive che permettono l’accoglienza a carattere emergenziale (per esempio i ricoveri notturni) o presso strutture di co-/social housing del territorio. Questi numeri ci danno il peso di questo problema, che colpisce sempre di più i cosiddetti working poor (lavoratori poveri) e in work poverty (lavoratori poveri su base familiare)”.

Le azioni del progetto

I beneficiari, individuati attraverso i diversi servizi-segno di Caritas Diocesana Vicentina (es. Segretariato sociale, Servizio Donna e famiglia, Sportello Rom e Sinti, Servizio Migranti) sempre in stretta collaborazione e sinergia con i servizi pubblici dei Comuni o delle Ulss e altri enti del terzo settore, saranno ascoltati per una prima rilevazione dei bisogni e accompagnati nel percorso di autonomia in un’ottica di sviluppo umano integrale.

A seconda dei bisogni di ogni singola persona o nucleo familiare, verranno identificati e avviati percorsi di fuoriuscita dalla condizione di emarginazione in cui essi si trovano, a partire da un intervento di accoglienza temporanea della durata di sei mesi, rinnovabili per ulteriori sei (massimo un anno) presso, appunto, le tre strutture di social housing, in attesa di poter trovare una migliore e autonoma soluzione abitativa. 

Le attività progettuali di accompagnamento saranno implementate da operatori sociali qualificati e dal almeno 20 volontari della rete Caritas e della comunità di riferimento, che verranno attivati per affiancare i beneficiari durante l’intero percorso di fuoriuscita dalla condizione di svantaggio.

Si prevede, inoltre, di coinvolgere 200 persone del territorio e delle comunità di riferimento in cui si trovano le strutture di housing sociale interessate dal progetto, attraverso eventi di sensibilizzazione, informazione e comunicazione, volti a promuovere opportunità di conoscenza, scambio e coinvolgimento tra la comunità e le persone accolte. 

L’intero progetto sarà monitorato, ai fini di una valutazione finale, dal Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata (FISPPA) dell’Università degli Studi di Padova.