Spese correnti, Giacomo Possamai: i tagli dei trasferimenti del Governo, non il primo a farli, penalizzano i Comuni, quindi anche Vicenza

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Spese correnti, l'allarme del sindaco Giacomo Possamai per Vicenza e gran parte dei Comuni italiani
Spese correnti, l'allarme del sindaco Giacomo Possamai per Vicenza e gran parte dei Comuni italiani

In un incontro con i giornalisti nel suo ufficio a Palazzo Trissino, il sindaco di Vicenza, Giacomo Possamai, ha espresso preoccupazioni profonde riguardo al recente taglio dei trasferimenti statali ai Comuni, una misura che sta mettendo in seria difficoltà gli enti locali per quanto riguarda le spese correnti. Questo fenomeno non è nuovo, ma il suo impatto attuale sembra più grave che mai, costringendo i Comuni a confrontarsi con una realtà economica sempre più stringente.

Possamai ha evidenziato come le spese correnti, ossia quelle ripetute ogni anno come stipendi, bollette e obblighi legali imposti dai tribunali, siano in costante aumento. La gestione di queste spese è diventata estremamente complicata per i Comuni, già alle prese con bilanci sempre più ristretti. A peggiorare la situazione, il governo ha deciso di tagliare ulteriormente i fondi destinati alle spese correnti, mettendo a rischio la sostenibilità finanziaria di molte, se non tutte, le amministrazioni locali.

Per Vicenza, il taglio ammonta a circa 500.000 euro per il 2024, una cifra considerevole che si aggiunge a un quadro già critico. Il sindaco ha dettagliato come, oltre ai tagli, ci siano obblighi di spesa ineludibili come gli aumenti contrattuali per il personale, che da soli rappresentano una voce di spesa di 500.000 euro. Inoltre, ci sono “costi obbligati”, in quanto non sostenuti dallo Stato, per l’accoglienza dei minori e altre spese sociali che, complessivamente, portano il totale delle spese obbligatorie a cifre insostenibili per i bilanci comunali, tra cui quello di Vicenza.

La situazione è ulteriormente aggravata dalla necessità di coprire spese come la guardiania dei musei, che comporta un esborso di circa 1,37 milioni di euro all’anno. Questa spesa, insieme ad altre, fa sì che il bilancio comunale sia sempre più compresso, con margini di manovra ridotti al minimo. Il paradosso, come sottolineato da Possamai, è che mentre i Comuni sono obbligati a rispettare questi impegni, non ricevono adeguati ristori dal governo per far fronte a tali obblighi, e che gli avanzi di bilancio, quest’anno 4 milioni circa, relativi a investimenti non compiuti o non completati a causa delle procedure burocratiche, non possono essere utilizzati per coprire le spese correnti per motivi amministrativi: in buona sostanza gli avanzi di un anno non si sa se potranno rimanere tali negli anni successivi, mentre le spese correnti sono impegni ripetitivi.

La combinazione di tagli ai fondi statali e aumenti obbligatori delle spese rappresenta un vero e proprio “cocktail micidiale” per i Comuni. Le previsioni per il futuro non sono rosee: si prospettano ulteriori tagli e difficoltà finanziarie, rendendo sempre più complicato mantenere i servizi essenziali per i cittadini senza aumentare le imposte locali. Infatti, molti Comuni, compreso quello di Vicenza, stanno considerando seriamente l’aumento delle tasse comunali per far fronte a queste nuove sfide.

Nel frattempo, in fase del vicino assestamento di bilancio, l’attuale Amministrazione cercherà di trovare soluzioni che attenuino il problema, che, però, ha sottolineato Giacomo Possamai non si annuncia come sporadico ma sistemico tanto che hanno preso posizione per la sua evidenziazione tutte le associazioni di rappresentanza dei comuni e sindaci, anche di stesso segno politico dell’attuale Governo, che, oggettivamente, è stretto nelle sue esigenza di tenuta dei conti.

La questione non è solo economica, ma anche sociale. I tagli non possono essere risolti non sostituendo, ad esempio, chi va in pensione, perché questo comporterebbe una caduta di livello dei servizi ai cittadini, e colpiscono duramente i servizi sociali, dove l’aumento del disagio e delle esigenze è palpabile. I Comuni sono spesso l’ultimo baluardo per molte famiglie in difficoltà, e la riduzione dei fondi rischia di compromettere gravemente la capacità di supporto locale. Inoltre, problemi come quello delle persone senza fissa dimora, spesso afflitte da gravi problemi di salute mentale o dipendenze, diventano sempre più difficili da gestire senza adeguati finanziamenti.

Il sindaco ha richiamato l’attenzione sul fatto che questi problemi non sono nuovi, ma la loro intensità è aumentata nel tempo. Durante la pandemia, i Comuni hanno ricevuto fondi straordinari per far fronte all’emergenza, ma ora si trovano a dover affrontare una nuova fase di austerità che ricorda i periodi più difficili di dieci anni fa.

In sintesi, la situazione attuale dei Comuni italiani, e di Vicenza in particolare, è critica. I tagli dei trasferimenti statali ai Comuni stanno creando una vera e propria “bomba sui conti degli enti locali”, con conseguenze che rischiano di essere devastanti per la tenuta dei servizi pubblici e per il benessere dei cittadini. Senza un intervento deciso e un cambio di rotta nelle politiche governative, i Comuni si troveranno sempre più in difficoltà nel garantire i servizi essenziali, con ripercussioni inevitabili sulla qualità della vita dei cittadini.