
Le verifiche interne attivate da SVT hanno già portato ad indentificare autobus e autista coinvolti nell’episodio dello studente di 15 anni lasciato a terra in una fermata della rete urbana di Vicenza, perché apparentemente senza abbonamento: l’Azienda ha già aperto una procedura di contestazione del comportamento tenuto dal proprio dipendente, un comportamento che in nessun modo rispecchia le regole di viaggio descritte anche nella Carta dei Servizi aziendale né la politica di SVT nei confronti dei propri utenti.

Il presidente di Svt Marco Sandonà ha innanzitutto espresso le scuse al ragazzo e alla sua famiglia, poi ha analizzato l’episodio: «Ci sono alcuni dettagli che saranno chiariti nei prossimi giorni, ma il concetto di fondo è chiaro: abbiamo una responsabilità nei confronti dei nostri utenti, a maggior ragione quando si tratta di minorenni, che in nessun caso devono essere lasciati a terra. Su questo siamo da sempre molto chiari con tutto il personale di guida e gli addetti ai controlli. Non solo, la giusta applicazione delle regole deve sempre e comunque tenere conto della persona che abbiamo di fronte, proprio perché trasportiamo persone. Confido di poter avere un confronto con i genitori dello studente per esprimere anche direttamente a loro le scuse dell’Azienda e quello che al contrario sono i valori di SVT».
Zaia: “Il rispetto viene prima di ogni procedura”

Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente del Consiglio Regionale del Veneto Luca Zaia, che ha espresso amarezza per la notizia: “Dove è finita l’umanità – ha dichiarato – se un minore con disabilità che chiede aiuto viene lasciato solo? Un punto deve essere chiaro: il trasporto pubblico è un servizio e, come ogni servizio, vive di rispetto. E il personale a bordo deve essere degno interprete di questo”. Zaia ha poi ribadito che il ragazzo, proprio per il fatto che aveva segnalato la sua situazione, non potesse essere etichettato come un ‘furbo’: “Non sono certo questi i soggetti che approfittano del trasporto pubblico. Esistono procedure che consentono di gestire la mancata esibizione del titolo, soprattutto per chi è abbonato: si verifica, si applicano le regole, si tutela la persona. Ma la prima regola, sempre, è non lasciare indietro nessuno, intimando di abbandonare il mezzo, tanto più se parliamo di minori e di persone fragili”.
Il Presidente del Consiglio ha poi apprezzato l’atteggiamento di Svt, che ha avviato subito una verifica, però, ha aggiunto, l’intervento a posteriori non è sufficiente, servono più attenzione e cultura del servizio: “Chi lavora sul trasporto pubblico locale ha anche una responsabilità di tutela, soprattutto quando davanti ha un minore e una persona fragile. Le regole si applicano, certo, ma si applicano senza umiliare e senza abbandonare. La dignità viene prima, sempre. Un episodio così è grave e non è giustificabile: mi aspetto che si faccia piena chiarezza e che si mettano in campo misure perché non possa più accadere”.
Interpellanza di Colombara (Per una grande Vicenza): “Colpa del singolo autista o segno di criticità crescenti nell’organizzazione del trasporto pubblico?”

Sulla questione il Consigliere Comunale di Per una Grande Vicenza Raffaele Colombara ha presentato un’interpellanza al Consiglio Comunale, nella quale, oltre a ribadire la necessità di tutelare i minori e le persone con disabilità e a prendere atto dell’intenzione di Svt di avviare una verifica sulla vicenda, evidenzia come l’episodio forse non sia solo frutto di una scelta sbagliata del singolo autista ma un segnale di “criticità organizzative, pressioni operative e scelte aziendali che negli ultimi mesi stanno incidendo pesantemente sulla qualità e sull’umanità del servizio”.
Per questo Colombara chiede di sapere quali iniziative intenda assumere l’Amministrazione nei confronti di SVT affinché situazioni di questo tipo non si ripetano, se ritenga adeguate le attuali condizioni organizzative e se non ritenga necessario un intervento politico chiaro per riportare al centro del servizio pubblico il diritto alla mobilità, alla sicurezza e alla dignità delle persone.
Il consigliere ricorda che l’episodio arriva dopo mesi di “segnalazioni di disservizi nel trasporto pubblico, in particolare su quello scolastico: studenti lasciati a piedi, ritardi ripetuti, coincidenze non garantite, sovraffollamento dei mezzi e un clima di crescente tensione a bordo”.
È legittimo chiedersi, conclude Colombara, se tali situazioni non siano il risultato di scelte organizzative e gestionali che stanno aumentando la pressione sul personale e riducendo la qualità del servizio, con il rischio che a pagarne il prezzo siano proprio gli utenti più fragili, come studenti e persone con disabilità.
Qui il testo completo dell’Interpellanza.

































