I 5 miliardi investiti fino a oggi in Veneto col superbonus 110 hanno attivato un valore della produzione totale superiore agli 11 miliardi di euro, coinvolgendo 90mila unità di lavoro dirette e indirette

Roberto Boschetto Presidente di Confartigianato Imprese Veneto
Roberto Boschetto Presidente di Confartigianato Imprese Veneto

“L’iter parlamentare di conversione del DL 176/2022 (Aiuti Quater) è l’ultima chiamata per porre i necessari correttivi alle regole del superbonus che, se dovessero restare invariate, rischiano di mettere in difficoltà migliaia di imprese venete. A tale scopo come Confartigianato Imprese Veneto abbiamo presentato delle proposte di modifica alle procedure di cessione del credito, di stabilità delle regole e di proroga dei termini per i condomini”. Lo afferma Roberto Boschetto Presidente di Confartigianato Imprese Veneto.

Riparametrando per il Veneto i risultati sugli effetti economici del Super ecobonus stimati qualche giorno fa dal Censis in collaborazione con Harley&Dikkinson e le Organizzazioni delle Costruzioni tra le quali Anaepa-Confartigianato, emerge che gli oltre i 5 miliardi di euro di investimenti certificati dall’Enea per il periodo compreso tra agosto 2020 e ottobre 2022 legati all’utilizzo del Super ecobonus su oltre 40 mila edifici hanno attivato un valore della produzione nella filiera delle costruzioni e dei servizi tecnici connessi pari a 7,8 miliardi di euro (effetto diretto), cui si sommano 3,5 miliardi di euro di produzione attivata in altri settori del sistema economico connesso alle componenti dell’indotto (effetto indiretto), per un totale di almeno 11,3 miliardi di euro.

“Forti di questi numeri –afferma Boschetto– sulle procedure di cessione dei crediti fiscali chiediamo: di stabilire una uniformità di comportamento da parte degli istituti bancari, promuovendo di concerto con ABI ed Agenzia delle Entrate, la creazione di una sorta di codice univoco di condotta nelle procedure di acquisizione, di definire in maniera inequivocabile e, soprattutto, non suscettibile di cambiamenti ad effetto retroattivo; il confine della responsabilità del cessionario che diviene solidalmente responsabile, in caso di acquisto di crediti quando ometta “il ricorso alla specifica diligenza richiesta” (serve un elenco esaustivo di documenti ed azioni da intraprendere in via preliminare rispetto all’acquisto); consentire all’acquirente del credito, di poter utilizzare anche negli anni successivi, ciò che, per incapienza, non è riuscito a compensare. Infine sui crediti posseduti dalle imprese e definiti “incagliati”, proponiamo di individuare un compratore di ultima istanza per quei crediti che, sottoposti a verifica preventiva, risultino sani ma non ceduti a terzi per mancanza di acquirenti. Stabilire una sorta di procedura guidata, e garantita, di liquidazione di tali crediti, di fatto, incedibili altrimenti. Oppure, riconoscere la possibilità di una deducibilità fiscale”.

“Sulle percentuali di detrazione fruibile –prosegue– con il taglio al 90% abbiamo proposto di destinare una parte delle risorse così liberate alla creazione di una detrazione della spesa sostenuta per dotare gli edifici, produttivi e non, di impianti di generazione di energia da fonti rinnovabili. Agevolazione da potenziare rispetto all’attuale prevista dall’art. 16 bis del T.U.I.R., da creare ex novo in favore delle imprese”.

“Sulla stabilità delle regole per il superbonus –conclude Boschetto-, premesso che la transizione energetica degli edifici è un processo lungo da realizzare e che necessita di regole stabili per fruire degli incentivi, anche a costo che questi siano meno convenienti del 110%, abbiamo proposto di abrogare le norme del decreto che modificano la disciplina legata alle tempistiche di realizzazione degli interventi sui condomini. Abbiamo anche riproposto la costituzione di una sorta di “codice unico” delle detrazioni. Obiettivo contenuto nella riforma del sistema fiscale, oggi ferma al palo”.