
Una ventina d’anni fa, un mio amico ingegnere finì sotto processo perché, razionalizzando l’andamento delle falde di un vecchio tetto, aveva – secondo la Procura- indebitamente aumentato la volumetria della stanza sottostante di 5 metri cubi.
Venne fuori che l’occhiuto tecnico comunale che lo aveva denunciato non sapeva ricavare l’area di un triangolo rettangolo, aveva platealmente sbagliato i calcoli ed in realtà la volumetria era addirittura diminuita di qualche centimetro cubo. L’ingegnere venne assolto.
Questa storia mi è tornata in mente dopo aver letto dello scandalo urbanistico a Milano e non posso non pensare alla differenza di trattamento, da parte della pubblica amministrazione per le persone comuni, rispetto a chi è nato al sole di amicizie che contano, imprese con fatturati miliardari e consulenze premium elargite anche ai cani degli assessori competenti, magari per stabilire il corretto rapporto aero illuminante di una cuccia.

Nel capoluogo Ambrosiano non si tratterebbe di un tetto raddrizzato, ma di “ristrutturazioni” capaci di trasformare un capannone e un paio di rimesse in torri alte 23 piani e normali palazzi in copie in miniatura del Burj Khalifa. Il tutto sotto l’egida, dicono le carte della procura, di tale Manfredi Catella, patron di COIMA e “Re del mattone” di Milano (su quanto porti sfiga l’appellativo di “Re del mattone”, bisognerà fare un pezzo a parte). Un uomo dalla sensibilità così spiccata che, posto di fronte al problema del caro affitti a Milano, ha suggerito ai meno abbienti di spostarsi a Genova, dove ci sono molte case sfitte.
E mentre la Procura Meneghina fa sapere che, con tutto l’amore, ma abusi edilizi da 23 piani non si possono ignorare, la politica come sempre dà il meglio di sé (nel campo del cabaret, ovviamente).
Il PD prima si finge morto, poi fa avere al sindaco Sala -indagato- la solidarietà della Segreteria. Poveretto, cosa vuoi che ne sappia lui di queste cose! Guarda che governare una metropoli è impegnativo, ti giri un attimo e ti hanno costruito… Dubai… sotto casa.
I 5 Stelle lanciano bombe molotov e assaltano i palazzi del potere… ah, no. Trattandosi di alleati pigolano di “assunzione di responsabilità”. La Destra si divide in garantisti a prescindere (“Altro che terzo grado di giudizio! Ci vuole almeno un’ordalia, un duello ed il Giudizio di Dio”) e quelli che protestano indignati: “c’era un simile banchetto e noi non siamo stati invitati?!”
Il tutto, mentre il decreto legge salvami l’ano salva Milano giace impantanato al Senato, con scarsissime possibilità, a questo punto, di vedere la luce.
Mentre leggiamo, attoniti, gli ultimi sviluppi del caso, non resta che attendere l’ultimo colpo della premiata ditta, una modifica che in città si attende ormai da quarant’anni, piccola, ma simbolica. Voci di corridoio fanno sapere che l’ultimo scoglio, il parere delle Belle Arti, pare superato. Una benda: per la Madonnina. Per non vedere. In buona compagnia.