Dopo tanto penare, anche mediatico, stamatina sul sito ufficiale del Partito Democratico sono state pubblicate le liste dei candidati del Pd, che ora molti chiamano PdR (il Partito di Renzi). Prima di fare qualche piccola annotazione lato Vicenza (qui l’elenco completo del Veneto con l’avvertenza che la colonna in alto a sinsitra è per il proporzionale alla Camera dei deputati e quella a destra è per l’analogo plurinominale al Senato) è corretto fare un appunto ai colleghi della stampa che hanno parlato in questi giorni a volume tenuto sempre alto del “dramma” delle liste Pd per le politiche 2018.

I colleghi, complice la notorietà e l’antipatia montante di Matteo Renzi, prima sostenuto mediaticamente anche da chi oggi lo ha scelto come bersaglio quotidiano, hanno “passato” sottovoce le analoghe convulse trattative di Silvio Berlusconi all’interno del centro destra, che lui ha unito per vincere le elezioni ma che è diviso fin d’ora per governare il paese nell’ipotesi che dovesse riceverne il mandato elettorale, e le manovre di Luigi Di Maio nel Movimento 5 Stelle con o senza Rousseau, con o senza Beppe Grillo, per sistemare degli elenchi da cui sono spariti dei nomi per farne comparire di altri, impresentabili.

Detto, quindi, che ogni mondo è paese, anche se questo non ci consola, e che Renzi sta ricevendo indietro, bisogna anche dire questo, con gli interessi quello che in parte prima ha distribuito in giro con arroganza, torniamo a casa nostra.

Desaparecida Alessandra Moretti, che si è ritirata nelle nebbie della fascinosa ma poco impegnativa laguna, mai comparso Achille Variati, sempre più pesce fuor d’acqua dopo il flop popolare del delfino Jacopo Bulgarini d’Elci e la mancanza storica di sue leve a Roma, esibita come indipendenza ma di fatto vissuta come un’emarginazione continua appena prova a nuotare in acque diverse dai laghetti nostrani, c’è da registrare il “gran rifiuto” del deputato uscente Federico Ginato, ex presidente provinciale vicino al gruppo Variati – Guzzo, oggi in chiara difficoltà, dopo la bocciatura di Jacopo e la sconfitta ancora non assimilata di Giacomo Possamai alle primarie.

Ginato non ha accettato un inserimento nel proporzionale per la camera dopo Filippo Crimì, che segue ora solo Lucia Annibali, che verrà eletta altrove per lasciare il passo al giovane renziano da sempre, e che precede Rosanna Filippin, candidata anche nel difficile uninominale a Bassano, e Diego Marchioro, candidato di bandiera, e si è defilato lasciando spazio alla candidatura di servizio al Partito della consigliera comunale Alessandra Marobin nel collegio uninominale 5 della Camera.

Se a Schio nell’uninomiale per la camera c’è Simone Cecchetto e al Senato il collegio 5 di Bassano è stato dato al ripescato” Giorgio Santini, la “vincitrice” assoluta di questa fase, fondativa del PdR?, è indubbiamente l’esperta Daniela Sbrollini, reduce da due mandati alla Camera gestiti con impegno soprattutto nel sociale  e nello sport e sempre presente nel partito (c’era anche ieri all’elezione di Federico Formisano come neo segretario cittadino, vedi foto).

Mai colpita freneticamente da passioni e tradimenti complulsivi Daniela Sbrollini correrà per il Senato, onore alla maturità anche se solo poltica, sia nel proporzionale dove è capolista per raccoglere i voti anche delle liste della coalizione, in primis Insieme di Psi, Verdi e prodiani, sia nell’uninominale di Vicenza dove si è costruita tutta la sua storia.

E se Sbrollini vince Variati sta incassando l’ennesina sconfitta di questo che comincia a delinearsi come il suo crepuscolo politico anche locale: lui dice di non essersi esposto, qualcuno sostiene che neanche è stato interpellato sulle candidature romane, mentre Otello Dalla Rosa, candidato a cui offriva lezioni gratuite di politica nelle ore serali presso il Pd dopo aver deglutito a fatica ancora ieri il suo accenno alla “discontinuità” col decennio passato, registra come suoi “sponsor” promossi dal Pd(R) Filippo Crimì, l’unico parlamentare spesosi per lui in occasione dell primarie, e la consigliera comunale Alessandra Marobin.

Se conteranno o no nelle urne delle comunali, dove di sicuro peserà la storica disciplina di partito di Sbrollini, poco importa ora; che siano un segno di discontinuità con le alleanze precedenti del vecchio gruppo dirigente è un dato di fatto.

Anche il navigato Federico Formisano dovrà tenerne conto.

P.S. Quanto sopra lo scriviamo fatte salve modifiche ulteriori delle liste in corso d?opera…