Tari Vicenza, gli aumenti sono inaspettati. Il Giornale di Vicenza raccoglie il botta e risposta tra opposizione e maggioranza

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La Tari, la tassa sui rifiuti, è aumentata a Vicenza dopo che il tributo era rimasto invariato per molti anni. Sorpresa sgradita, dunque, per molti cittadini quella trovata all’interno delle bollette per la terza rata 2023 e determinato da adeguamenti all’inflazione.

Sull’edizione odierna de Il Giornale di Vicenza, in edicola oggi, sono state raccolte dalla collega Laura Pilastro le dichiarazioni sul tema Tari espresse da opposizione e maggioranza che hanno aperto un botta e risposta.

“Ad aprire lo scontro è una nota dei consiglieri di Idea Vicenza, inviata dall’ex assessora all’ambiente Simona Siotto: «L’amministrazione Possamai non smentisce la tradizione della sinistra e non si fa problemi ad aumentare le tasse – è l’attacco -. Lo fa con la Tari, notevolmente lievitata, e non solo senza spiegare i meccanismi ed i tempi, ma senza dirlo». Da qui la presa di posizione: «Critichiamo l’aumento, critichiamo il modo, critichiamo l’arroganza di chi pensa che, essendo eletto, può fare e disfare a piacimento senza le adeguate spiegazioni. L’amministrazione precedente, nonostante tutte le difficoltà, era sempre riuscita a non aumentare la Tari, adeguando la tariffazione unicamente all’Istat: tra penalizzare i cittadini e chiedere un sacrificio all’ente gestore, aveva scelto questa seconda strada, con fatica e responsabilità condivisa. Possamai, invece, sceglie la strada di aumentare le tasse».

Un’accusa che viene rispedita al mittente dall’assessora Sara Baldinato, che in tema di ambiente ha ricevuto il testimone da Siotto. «L’aumento in questione era stato deliberato nel 2022 dalla precedente amministrazione, ma non è mai stato applicato, tanto che le tariffe in vigore finora erano quelle del 2021 – puntualizza Baldinato -. Gli importi maggiorati erano già contenuti nel piano economico finanziario approvato dal consiglio comunale nel maggio di due anni fa e validato dal Consiglio di bacino». Una situazione rimasta immutata nel 2023. «L’adeguamento della tariffa – riprende l’assessora – doveva essere recepito sin dalle prime bollette dello scorso anno, che di solito vengono emesse in aprile, ma che sono arrivate tre o quattro mesi dopo, facendo slittare anche le successive. Quando, dopo il nostro insediamento, ci siamo resi conto che i conti non tornavano e gli aumenti non erano stati applicati, ci siamo trovati a dover sbrogliare la questione, provvedendo a inserirli nella terza rata. Così facendo, purtroppo, invece di essere spalmato su tre tranche, il rialzo è andato a pesare su un’unica bolletta, quella che i cittadini hanno ricevuto di recente». Le dichiarazioni dei consiglieri di Idea Vicenza, la replica prosegue, «sono populiste e non hanno alcun senso perché fatte da chi ha generato questa situazione. Tanto è vero che a fine anno, abbiamo avuto un incontro con le categorie economiche per informarle di tutto questo e non c’è stata alcuna sorpresa da parte loro».

Fonte: Il Giornale di Vicenza