Villaverla, allarme abbattimenti per il tarlo asiatico. Cunegato (AVS): “Si sta creando un deserto”

74
tarlo asiatico villaverla

Un taglio indiscriminato di alberi sarebbe in atto a Villaverla, nel Vicentino, a seguito di una infestazione di tarlo asiatico, con il coinvolgimento anche di esemplari sani e non a rischio. Tra questi querce, platani, noci e viti.

A denunciarlo è il consigliere regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, Carlo Cunegato.

Secondo l’esponente di opposizione, sebbene la necessità di contrastare l’infestazione sia fuori discussione, l’approccio adottato mancherebbe di una valutazione selettiva. “Intervenire ‘cum grano salis’ significa distinguere, valutare caso per caso, salvare il salvabile. Non trasformare una campagna storica in un deserto”, spiega Cunegato, paventando il rischio che l’area venga destinata a un’agricoltura estensiva e intensiva a esclusivo vantaggio dell’agroindustria.

Il consigliere segnala come aceri secolari, sopravvissuti a due guerre mondiali, vengano abbattuti nonostante appaiano sani, trascinando con sé una varietà di specie che costituiscono l’identità del paesaggio locale: querce, platani, salici, noci, orni e le ultime viti di clinto. “Più che una misura fitosanitaria, sembra una desertificazione preventiva”, attacca Cunegato.

Al centro della polemica c’è anche la gestione dei fondi regionali. La Regione ha infatti stanziato 200mila euro per finanziare gli abbattimenti, ma Cunegato pone una questione politica precisa: “Perché non si finanziano contestualmente e obbligatoriamente le ripiantumazioni? Ogni albero abbattuto dovrebbe corrispondere a un albero ripiantato, magari con specie più resistenti. È stato fatto altrove, si può fare anche qui”.

La difesa dei filari non è solo una questione estetica, ma ambientale e di protezione del territorio. Cunegato sottolinea come queste barriere naturali siano fondamentali per rallentare il vento, l’erosione e il consumo di suolo. “La lotta al tarlo non può diventare il grimaldello per eliminare gli ultimi filari rimasti a vantaggio delle monoculture intensive”, continua il consigliere, ribadendo che difendere l’ambiente significa proteggere il paesaggio e la salute delle comunità.

“Non si può finanziare la motosega e dimenticare la pala”, conclude Cunegato. “Se ci sono soldi per abbattere, devono esserci soldi e obblighi per ripiantare. Questo è il minimo sindacale per chi governa un territorio che si definisce ‘verde’”.