Tasse, Sì definitivo del Cdm alla riforma della riscossione. Il focus de Il Sole 24 Ore

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siccità stipendi della Pubblica Amministrazione tasse
Palazzo Chigi

“La riscossione di tasse e multe non pagate cambia passo”, si legge questa mattina su Il Sole 24 Ore, che dedica l’apertura all’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del decreto delegato di riforma della riscossione.

È il decimo decreto della delega fiscale portata avanti dalla premier Giorgia Meloni e dal viceministro all’Economia Maurizio Leo. L’obbietto resta snellire l’enorme magazzino di debiti fiscali (1.200 miliardi di euro), evitare che se ne crei uno simile in futuro e rendere la riscossione più veloce ed efficiente.

Contiene due misure essenziali: l’allungamento dei tempi per saldare i debiti con il fisco, con il passaggio graduale dalle attuali 72 ad un massimo di 120 rate mensili su un orizzonte di 10 anni, e il discarico automatico delle cartelle non riscosse entro 5 anni.

Il quotidiano economico sintetizza in quattro passaggio chiave le novità introdotte dal decreto sulla riscossione delle tasse non pagate.

Il magazzino

L’obiettivo della riforma è arrivare a una progressiva riduzione del magazzino di agenzia delle Entrate riscossione (Ader) che a fine 2023 contava 1.207 miliardi di euro (con più di 170 milioni di cartelle e oltre 20 milioni di contribuenti interessati) ed evitare che nel futuro si accumulino e stratifichino crediti non più (o almeno difficilmente) recuperabili. Per questo dai carichi affidati dal 1° gennaio 2025 scatterà un contatore di cinque anni, dopo i quali scatterà il discarico automatico degli importi attribuiti dagli enti creditori all’agente della riscossione. Ma vengono previste delle ipotesi in cui il discarico, ossia la riconsegna anticipata, può essere chiesta o dall’agente della riscossione o dall’ente creditore. Nel primo caso, sono necessari la chiusura del fallimento o della liquidazione giudiziale, l’assenza di beni suscettibili di poter essere aggrediti, l’assenza di nuovi beni rispetto a quelli per cui, nel biennio precedente, le attività di recupero sono state concluse con esito parzialmente o totalmente infruttuoso.

Gli enti creditori potranno, invece, procedere al discarico anticipato dopo ventiquattro mesi dalla presa in carico per i crediti già affidati quando entrerà in vigore il decreto delegato e tra i 24 e i 30 mesi per i crediti che saranno affidati dopo l’entrata in vigore (giorno successivo alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale).

Il riaffidamento

Nel secondo tempo delle operazioni di recupero, dopo il tentativo non andato a buon fine con agenzia delle Entrate Riscossione, la riscossione potrà essere gestita direttamente dall’ente creditore, riaffidata ad Ader, riaffidata attraverso gara pubblica a un soggetto privato iscritto nell’albo dei riscossori o gestita sempre dall’ente creditore con il trasferimento del rischio a soggetti privati. In questo caso entra in gioco anche l’ipotesi di cartolarizzazioni. In questo caso, di fatto, scatterà un trasferimento del rischio a titolo oneroso a soggetti privati specializzati passando da una gara di appalto pubblica. Andranno comunque garantite una serie di paletti, come le tutele previste e l’indicazione già in sede di gara dei delegati alla riscossione che devono essere iscritti all’apposito albo da almeno cinque anni.

Le dilazioni

L’altro asse portante del decreto è la conferma dell’allungamento dei piani di dilazione. In pratica l’agente della riscossione potrà concedere una dilazione per debiti inferiori o pari a 120mila euro su semplice richiesta del contribuente, fino a 84 rate mensili per le richieste presentate nel 2025 e 2026, a 96 per le richieste nel 2027 e 2028, a 108 per le richieste dal 2029. Se, invece, il contribuente documenta la temporanea situazione di obiettiva difficoltà (con Isee o con l’indice di liquidità), la dilazione potrà essere di 120 rate per somme oltre 120mila euro, indipendentemente dalla data di presentazione; mentre per le somme fino a 120mila euro, da 85 a 120 rate mensili per le richieste nel 2025 e 2026, da 97 a 120 rate mensili per le richieste nel 2027 e 2028, da 109 a 120 rate mensili per le richieste dal 2029.

La velocizzazione

L’obiettivo è rendere più veloce ed efficiente il recupero. Da un lato a partire dal 2025 l’agenzia delle Entrate Riscossione procederà alla notifica della cartella non oltre i nove mesi dall’affidamento del carico. Dall’altro, si punta a mandare in archivio l’attuale ruolo con un’estensione dell’avviso di accertamento esecutivo, la cui portata sarà ampliata agli avvisi di recupero dei crediti d’imposta e delle agevolazioni non spettanti, agli atti di irrogazione sanzioni e agli atti relativi alle imposte indirette sui trasferimenti.

Fonte: Il Sole 24 Ore