Tasse e conti del Veneto, scontro tra Pd e Lovat sulle scelte annunciate da Stefani

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Manildo e Galeano chiedono entrate immediate e progressive per finanziare i servizi; Lovat sostiene il no all’addizionale Irpef e rilancia il tema del residuo fiscale.

Le tasse e i conti del Veneto dividono le forze politiche dopo le indicazioni del presidente Alberto Stefani. Giovanni Manildo e Anna Maria Bigon Galeano, consiglieri regionali del Pd, giudicano insufficiente una strategia fondata soltanto sulla revisione della spesa. Il consigliere Stefano Lovat condivide invece il rifiuto dell’addizionale Irpef e chiede di recuperare risorse attraverso l’autonomia fiscale. Atti e dichiarazioni sono disponibili sul portale del Consiglio regionale del Veneto.

Per Manildo e Galeano il Veneto dispone già di un numero contenuto di dipendenti regionali in rapporto alla popolazione, mentre la sanità ha bisogno di personale. I due esponenti del Pd ritengono che i risparmi delle partecipate siano lenti e insufficienti e ricordano che alcune entrate indicate nel dibattito, come quelle collegate alle concessioni idroelettriche, non maturerebbero prima del 2029-2030. ViPiù ha seguito anche il confronto sull’addizionale Irpef e sul bilancio regionale.

La proposta del Pd è utilizzare subito la leva fiscale regionale con criteri progressivi, mantenendo la tutela dei redditi più bassi. Le risorse dovrebbero sostenere sanità, residenze per anziani, trasporto pubblico, edilizia residenziale e innovazione delle imprese. Manildo e Galeano ricordano che l’aliquota base dell’addizionale è rimasta all’1,23% per quindici anni.

Tasse e conti del Veneto, le posizioni su addizionale e residuo fiscale

Lovat parte da una valutazione opposta: il no di Stefani all’addizionale Irpef, secondo il consigliere, evita di caricare ulteriormente famiglie e imprese. La priorità dovrebbe essere il recupero del residuo fiscale, indicato in oltre 15 miliardi di euro, insieme all’attuazione del federalismo e a una maggiore sovranità tributaria degli enti territoriali.

Il consigliere propone inoltre un resoconto pubblico trimestrale sul residuo fiscale del Veneto, per misurare quanto viene versato e quanto ritorna sul territorio. Nella sua impostazione, la trasparenza dei dati dovrebbe accompagnare la trattativa politica sull’autonomia e sulle risorse da destinare ai servizi.

Il confronto mette quindi in campo due strade distinte: un intervento fiscale regionale immediato e progressivo, sostenuto dal Pd, oppure la ricerca di maggiori margini attraverso federalismo e restituzione del gettito, indicata da Lovat. Entrambe le posizioni collegano le entrate alla qualità dei servizi, ma divergono su tempi e strumenti.