
Il Movimento 5 Stelle di Vicenza esprime grande preoccupazione sullo stato di avanzamento dei lavori allo snodo dell’uscita Est, nell’ambito del progetto per l’Alta Velocità. Una delegazione del gruppo territoriale ha incontrato nei giorni scorsi il sindaco Giacomo Possamai per esporre i dubbi legati all’impatto dell’opera sulla città.
L’incontro è servito per chiedere dettagli sull’avanzamento dei lavori e condividere alternative progettuali. Il Movimento ha ribadito la propria storica contrarietà all’opera, sottolineando l’impatto sempre più pesante che i cantieri stanno producendo in termini di traffico e inquinamento da polveri sottili.
Giovanni Glorioso, rappresentante del M5S GT Vicenza, ha illustrato i dati tecnici forniti da RFI sulle tre soluzioni prospettate per il “nodo uscita da Vicenza”. La Soluzione 1 (raddoppio in superficie) costerebbe 360 milioni con 52 mesi di lavori; la Soluzione 2 (galleria corta) 840 milioni per 76 mesi; la Soluzione 3 (galleria lunga) 1.200 milioni per 90 mesi.
Molti cittadini hanno evidenziato l’estrema criticità e l’importante impatto su un territorio già fragile che queste ipotesi comporterebbero. Per questo motivo, il Movimento propone con forza una quarta via denominata “Opzione Zero”, ovvero l’applicazione della tecnologia ERTMS per gestire il traffico ferroviario senza nuove opere strutturali (approfondisci qui).
“Tale tecnologia permetterebbe di riequilibrare il traffico dei treni senza bisogno di interventi invasivi”, spiega Glorioso, ricordando che il tratto lungo Viale Risorgimento non verrà comunque toccato per mancanza di spazio. Inoltre, le velocità di percorrenza in entrata e uscita dalla città non subirebbero variazioni significative con l’Alta Velocità.
Come forza politica che sostiene l’amministrazione, il M5S ha chiesto al Sindaco di farsi portavoce verso RFI affinché l’Opzione Zero venga realmente considerata. Tale logica, già applicata de facto in stazione, dovrebbe essere estesa per i restanti 3,5 km fino al confine comunale, salvaguardando la parte est dai disagi già visibili a Ovest.
Qualora RFI non dovesse rivalutare questa prospettiva, Glorioso avverte che le conseguenze sarebbero disastrose, condannando l’intera direttrice cittadina a cantieri infiniti, abbattimenti e problemi di inquinamento incalcolabili. Nel perimetro delle ipotesi attuali, il M5S ritiene che il quadruplicamento in superficie sia comunque la meno onerosa.
Questa scelta, pur non essendo la migliore, comporterebbe minori abbattimenti e minor consumo di suolo, evitando rischi legati alla falda acquifera e all’inquinamento da PFAS. Inoltre, permetterebbe di mantenere l’integrità delle zone a sud della ferrovia, che godono di tranquillità da quando sono stati chiusi i vecchi passaggi a livello.
Infine, il Movimento ha sollecitato il sindaco a un maggiore coinvolgimento dei cittadini, suggerendo di utilizzare strumenti di democrazia partecipativa come il metodo “La parola ai cittadini”. L’obiettivo non è rimettere in discussione l’opera già finanziata, ma trovare attraverso la condivisione le migliori soluzioni possibili per il futuro di Vicenza.







































