
Il capogruppo di Civici per Vicenza contesta l’impostazione del ministro e chiede dati, valutazioni ambientali e sanitarie e un confronto pubblico prima di scegliere il tracciato.
Nel confronto sulla Tav a Vicenza e scavalco di Settecà interviene Elia Pizzolato, capogruppo di Civici per Vicenza, sostenendo che la decisione non possa essere demandata soltanto a Rete Ferroviaria Italiana. Per Pizzolato la scelta è prima di tutto politica, perché produce effetti duraturi sui quartieri, sull’ambiente e sulla qualità della vita dei residenti.
La presa di posizione si aggiunge alle richieste di chiarimento sul progetto a raso e sul terzo lotto avanzate nelle ultime ore. Pizzolato critica le dichiarazioni del ministro Matteo Salvini e afferma che non sarebbe accettabile attribuire ai tecnici ogni responsabilità, lasciando alla città le conseguenze dell’opera.
Il consigliere ribadisce la contrarietà allo scavalco ferroviario previsto a Settecà e chiede che siano esaminati con trasparenza tutti gli elementi rilevanti: aspetti idraulici, ambientali, sanitari, paesaggistici e sociali. Secondo il capogruppo mancano ancora relazioni dettagliate e risposte sufficienti sull’impatto dell’intervento sul patrimonio tutelato dall’Unesco e sul rapporto tra costi, benefici e vivibilità urbana.
Tav a Vicenza e scavalco di Settecà: le richieste dei Civici
Tra le richieste rivolte a Salvini e a RFI figurano la trasmissione immediata degli studi disponibili, l’assenza di decisioni definitive prima del loro esame, una Valutazione di impatto ambientale e una Valutazione di impatto sanitario estese all’intera tratta. Pizzolato richiama anche la situazione legata ai Pfas, ritenendo indispensabile considerare insieme le diverse pressioni ambientali presenti nel territorio.
I Civici chiedono inoltre un confronto pubblico che coinvolga RFI, amministrazioni e residenti, oltre a una comparazione effettiva delle alternative progettuali. L’obiettivo dichiarato è evitare che il criterio del risparmio economico prevalga senza una misurazione completa dei costi che ricadrebbero sulla comunità.
La posizione non mette in discussione la necessità di potenziare la linea ferroviaria, ma il metodo con cui viene definito il tracciato. Per Pizzolato, prima di rendere irreversibile la scelta sullo scavalco di Settecà, Governo e gestore dell’infrastruttura devono consegnare alla città informazioni verificabili e aprire un passaggio istituzionale nel quale le osservazioni locali possano incidere realmente.






























