Teleriscaldamento a Schio, l’amministrazione gela Fratelli d’Italia: “Mozione irricevibile”

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L’Amministrazione comunale di Schio ha anticipato che nel corso del consiglio comunale di questa sera rigetterà la mozione presentata nei giorni scorsi dal gruppo consiliare di minoranza di Fratelli d’Italia per allacciare le Piscine e il Palazzetto dello Sport alla rete di teleriscaldamento alimentata dal termovalorizzatore di Cà Capretta. Una decisione che segna una netta distanza tra la visione operativa della giunta e le proposte della destra scledense.

La maggioranza ha affidato a una nota ufficiale le motivazioni del rigetto, definendo la proposta non condivisibile negli strumenti e nelle modalità. Il nodo centrale riguarda il ruolo del Comune: secondo la giunta, l’ente pubblico deve fornire l’indirizzo strategico ma non può sostituirsi al gestore della rete nelle valutazioni tecniche ed economiche.

L’assessore all’ambiente, Alessandro Maculan, è stato categorico: “È necessario evitare la confusione tra il ruolo di pianificazione del Comune e le responsabilità operative che competono ai gestori. Il Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima (PAESC) individua il Comune come soggetto di indirizzo, senza confonderlo con chi è chiamato ad attuare gli interventi”.

Uno dei punti di attrito riguarda il bando regionale PR Veneto FESR 2021–2027, indicato da Fratelli d’Italia come l’ultima occasione per ottenere finanziamenti. La maggioranza replica sottolineando che il beneficiario finale dell’infrastruttura e dei ricavi è il gestore, il quale avrebbe dovuto promuovere autonomamente la candidatura se l’investimento fosse stato sostenibile.

“Non può essere il Comune a supplire a scelte imprenditoriali che spettano esclusivamente a chi opera nel mercato dell’energia e ne trae i benefici economici”, prosegue il comunicato. Ad oggi, infatti, ViAmbiente/AVA non ha ritenuto di presentare candidatura al bando, una scelta che l’Amministrazione non intende indagare né forzare con studi di fattibilità a carico delle casse pubbliche.

Coinvolgere direttamente il Comune nella predisposizione di studi tecnici comporterebbe un assorbimento di personale e risorse finanziarie ritenuto indebito. Secondo Maculan, far ricadere sui cittadini i costi di approfondimenti progettuali per un’infrastruttura gestita da terzi sarebbe scorretto, soprattutto considerando che il Comune di Schio è in fase di recesso dalla partecipazione societaria.

In questa partita, Palazzo Garbin si vede semmai nel ruolo di cliente finale. L’interesse legittimo dell’Ente riguarda esclusivamente la convenienza tariffaria dell’eventuale allacciamento delle strutture sportive. “Spetta al gestore formulare una proposta energetica ed economica chiara, competitiva e vantaggiosa”, conclude l’assessore Maculan, precisando che tale proposta, al momento, non è ancora pervenuta.

Per queste ragioni oggi, il Consiglio Comunale si appresta a respingere ufficialmente l’impegno richiesto dalla minoranza.