
La nuova collezione della designer veneziana viene presentata in anteprima il 17 e 18 ottobre negli spazi di Con.Creta Ristorante, con un dialogo inaugurale e una visita guidata.
Tempèrie di Elisabetta Casaburi porta a Pove del Grappa un percorso di sculture di carta dedicato alle trasformazioni del tempo e delle stagioni. Il progetto, promosso da Fondo Plastico, sarà ospitato da Con.Creta Ristorante, in via Cornon 24, sabato 17 e domenica 18 ottobre.
L’appuntamento si inserisce nella proposta culturale dell’area bassanese, dove mostre e incontri continuano a intrecciare ricerca artistica e luoghi del territorio, come nel racconto dedicato alle eccellenze della Pedemontana vicentina.
La collezione comprende quattro sistemi modulari, Brina, Rugiada, Riverbero e Bruma. Le pieghe, la luce e la consistenza della carta costruiscono forme che cambiano con il punto di osservazione. Il materiale, fragile solo in apparenza, diventa così il mezzo per riflettere sul passaggio da una stagione all’altra e sul rapporto fra ripetizione e differenza.
Tempèrie di Elisabetta Casaburi tra materia, luce e stagioni
Sabato 17 ottobre alle 18 è previsto l’incontro di apertura con la designer, condotto da Federica Preto. Domenica 18 ottobre, sempre alle 18, il programma propone una visita guidata alla collezione. In entrambe le giornate è previsto un aperitivo; la partecipazione è su prenotazione, con posti limitati, al numero 0424 1520763.
Casaburi lavora sulla modularità senza ridurre le opere a esercizi geometrici. Ogni elemento si lega agli altri e, allo stesso tempo, conserva una propria tensione visiva. I nomi scelti richiamano fenomeni atmosferici e condizioni della luce: la brina che deposita una trama, la rugiada che raccoglie riflessi, il riverbero che moltiplica la percezione e la bruma che attenua i contorni.
L’iniziativa ha il patrocinio della Riserva della Biosfera Monte Grappa Mab Unesco. La sede scelta mette inoltre le opere in relazione con uno spazio quotidiano e conviviale, favorendo un incontro diretto con il pubblico. Tempèrie di Elisabetta Casaburi diventa così un’esperienza accessibile, nella quale il progetto artistico si misura con la materia, l’ambiente e il tempo reale della visita.


































