Toponomastica e vita quotidiana a Recoaro nel nuovo libro del ricercatore Slaviero

218
Un libro sulla toponomastica recoarese. Nella foto di Domenico Stefani, il paesaggio della Conca di Smeraldo
Un libro sulla toponomastica di Recoaro. Nella foto di Domenico Stefani, il paesaggio della Conca di Smeraldo

In occasione della 23esima edizione della Chiamata di Marzo, in programma il prossimo 25 febbraio, Recoaro Terme propone diverse iniziative collaterali.

In particolare, sabato 17 febbraio, al Teatro Comunale di Via Roma a partire dalle 17.30, il Comune di Recoaro Terme, il Gruppo Cimbro Recoaro Terme e l’Associazione Ciamar Marso presenteranno il libro “Recoaro. Toponomastica storica e frammenti di vita della comunità” di Ivo Matteo Slaviero. Oltre all’autore, interverranno lo storico Giorgio Trivelli, il presidente dell’associazione “Curatorium Cimbricum Veronense” Vito Massalongo e il sindaco di Rotzo, Lucio Spagnolo.

Il libro è frutto di un lavoro di anni di ricerche sul campo da parte di Ivo Matteo Slaviero, che ha raccolto più di duemila toponimi del territorio recoarese, molti dei quali riferiti a luoghi di dimensioni estremamente ridotte, per i quali vi era il rischio che ne andasse perduta per sempre la memoria. Questi nomi di luogo raccontano non soltanto le antiche forme del paesaggio naturale (alberi e boschi, prati, alture, corsi d’acqua) ma anche le caratteristiche dell’antico insediamento cimbro a Recoaro, della vita quotidiana in un ambiente tutt’altro che facile.

Il lettore potrà dunque scoprire un vasto panorama di interpretazioni linguistiche che spaziano dai nomi di contrada più conosciuti (Rovegliana, Maltaùre, Bonomini, ecc.) a quelli dei piccoli prati (‘bise’), pendii (‘laite’), laghetti (‘sea’) sparsi un po’ ovunque nella conca recoarese. Per ricostruirne il significato Slaviero ha svolto uno studio accurato e paziente, avvalendosi di mappe antiche e di studi di esperti, ma soprattutto lavorando direttamente sul posto, ascoltando la voce dei residenti ancora in grado di ricordare nomi di luogo che, a volte, non si trovano citati in alcun documento scritto. Per completare il quadro delle fonti, la seconda parte del volume contiene la trascrizione di diversi documenti del passato: sono testamenti, atti di donazione, perizie di stima, doti per i matrimoni, inventari di beni, che insieme ai toponimi vanno a ricomporre il quadro di una comunità sempre alle prese con la dura realtà della vita in montagna. Al libro è allegata una chiavetta USB nella sono raccolte mappe e registri risalenti ai primi dell’Ottocento, oltre a foto aeree del 1958 che documentano l’assetto territoriale della conca di Recoaro.

“Questo libro è uno scrigno di memoria del nostro territorio – spiega il Sindaco Armando Cunegato – in grado di conservare aneddoti e racconti che sempre più si stanno perdendo per la scomparsa dei diretti testimoni di quei luoghi che, con il passare del tempo, hanno subito inevitabilmente gli effetti degli anni. Quello a cui ci avviciniamo è il ritorno della Chiamata di Marzo, forse l’evento per eccellenza della tradizione e cultura popolare e contadina recoarese. La presentazione del libro è quindi un tassello che arricchisce questa immersione che andremo a fare nelle nostre usanze d’un tempo.”