
Le esponenti democratiche esprimono vicinanza all’ex vicesindaca e chiedono una riflessione sulla possibilità di conciliare incarichi pubblici, lavoro e famiglia.
Le dimissioni di Alessandra Comparin da vicesindaca e consigliera comunale di Torrebelvicino aprono un confronto politico sulla conciliazione tra lavoro privato, famiglia e amministrazione locale. Chiara Luisetto e Nicoletta De Rosso esprimono sostegno all’ex amministratrice e definiscono la vicenda un campanello d’allarme.
La posizione è stata diffusa dal Partito Democratico vicentino. Il caso si inserisce nel più ampio dibattito sulla partecipazione alle istituzioni locali, che nel territorio riguarda anche il ricambio negli incarichi dei consigli comunali e le condizioni concrete in cui sindaci, assessori e consiglieri svolgono il mandato.
Comparin lascia dopo dodici anni di attività amministrativa e tre mandati. Secondo la ricostruzione richiamata dalle due esponenti del Pd, la decisione è maturata dopo il rientro nel mondo del lavoro privato e la richiesta del sindaco di rassegnare le dimissioni per le difficoltà di conciliazione con l’incarico.
Dimissioni di Alessandra Comparin, il tema della partecipazione
Luisetto, consigliera regionale e vicepresidente della commissione Politiche sociali, e De Rosso, portavoce provinciale delle Donne Democratiche e assessora a Cogollo del Cengio, chiedono che situazioni simili non siano considerate soltanto problemi organizzativi individuali.
Per le due esponenti servono dialogo, flessibilità e una cultura politica capace di riconoscere il valore delle competenze messe a disposizione della comunità. Il punto riguarda in modo particolare le donne, sulle quali continuano spesso a concentrarsi responsabilità familiari e di cura insieme agli impegni professionali.
Nei piccoli Comuni gli incarichi amministrativi richiedono presenza quotidiana, disponibilità fuori orario e gestione diretta di numerosi problemi. Questa dimensione può rendere difficile la compatibilità con un’attività lavorativa, soprattutto quando mancano strumenti organizzativi e una distribuzione condivisa delle deleghe.
La vicenda solleva anche una questione democratica. Se l’accesso agli incarichi diventa sostenibile soltanto per chi dispone di maggiore autonomia economica o di tempo, la rappresentanza rischia di perdere esperienze professionali e sociali importanti.
Le dimissioni di Alessandra Comparin saranno ora valutate negli atti del Comune, con i conseguenti passaggi per la sostituzione negli organi amministrativi. Il confronto politico resta aperto sulle condizioni necessarie per rendere l’impegno locale compatibile con la vita quotidiana.































