Torri di Quartesolo, muro attorno al campo nomadi. Rifondazione Comunista Vicenza: “Vogliamo una soluzione vera”

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A Torri di Quartesolo è stato realizzato un muro per separare il campo nomadi, recentemente spostato, dall’area che lo ospitava in precedenza che ora è in uso ad attività commerciali dell’area.

Il tutto, nell’ambito del progetto di riqualificazione dell’area di Via Savona, che prevede la chiusura dell’accesso al campo Rom presente sul lato della via e la sistemazione del parcheggio pubblico. L’iniziativa, realizzata grazie a un accordo con la società Euroristorazione, ha come obiettivi principali risolvere il problema delle continue interferenze con le attività economiche presenti in Via Savona, riasfaltare e riorganizzare il parcheggio pubblico per metterlo a norma, e realizzare una barriera di 90 metri di lunghezza per due di altezza anti-scavalco sul lato tangenziale, per porre fine ai pericolosi attraversamenti. Il progetto non comporterà costi per i cittadini, in quanto è finanziato attraverso un’operazione di valorizzazione immobiliare concordata con il privato.

Sul muro interviene Rifondazione Comunista di Vicenza. “L’amministrazione comunale di Torri di Quartesolo intende affrontare il problema dell’attraversamento dei bambini sulla tangenziale per raggiungere il centro commerciale Le Piramidi attraverso la costruzione di un muro alto due metri, finanziato dalle stesse attività produttive.

Una scelta che viene presentata come soluzione, ma che in realtà appare come un semplice intervento tampone, incapace di affrontare la vera questione. In quel tratto, infatti, è presente l’uscita della strada di emergenza collegata alla tangenziale, che deve rimanere libera e pienamente fruibile per motivi di sicurezza.

La realtà è sotto gli occhi di tutti: quell’area non è e non è mai stata idonea alla presenza stabile di famiglie. Non lo è per ragioni di sicurezza, non lo è per le condizioni ambientali e non lo è per la salute delle persone che ci vivono. È quindi evidente che la famiglia in questione non può continuare a vivere in quel luogo.

Per questo chiediamo con forza che l’amministrazione comunale provveda con urgenza al trasferimento della famiglia in un’area realmente idonea, che non sia esposta all’inquinamento autostradale né ai campi magnetici, come purtroppo avviene nell’attuale collocazione”.

Insomma, per RC la costruzione del muro non risolve il problema ma “serve solo a nascondere un evidente degrado ambientale, causato anche da chi abbandona impropriamente rifiuti nella zona, e a tenere lontano dalla vista persone considerate scomode. Il timore concreto è che quel muro diventi uno strumento di segregazione e che serva semplicemente a far calare il silenzio su una situazione irrisolta, permettendo alle istituzioni di voltarsi dall’altra parte”, conclude Rifondazione Comunista Vicenza.