Trenčín2026 vince la sfida della ‘curiosità’, la partecipazione al centro del nuovo volto per la città

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(Adnkronos) – E’ una scommessa vinta lo slogan di Trenčín2026, il grande progetto che vede quest’anno la città slovacca Capitale europea della cultura insieme alla finlandese Oulu. Un anno vissuto all’insegna di ‘Awakening Curiosity’ (‘Risvegliare la curiosità’), dove la curiosità è una ‘lente’ per trasformare la città e la regione, che condividono il titolo, in un hub vibrante per l’arte e la creatività e soprattutto per la partecipazione e la collaborazione della comunità che la abita. Il tema guida incarna un approccio aperto, che guarda avanti e invita a nuove prospettive sulle persone, la città e il mondo che ci circonda. Incoraggia l’argomentare, lo scoprire e il cercare connessioni significative tra passato e futuro, città e natura, cultura e vita quotidiana.  

Attraverso Trenčín2026 sono stati rivitalizzati vecchi spazi, sono state ampliate le esperienze culturali, create nuove opportunità e rafforzate connessioni con l’Europa. Grazie a centinaia di iniziative ed eventi, ancora in corso fino alla fine dell’anno, le fondamenta di un ponte tra passato e futuro sono state gettate e sorreggono l’idea di un cambiamento di lungo periodo. Più che un singolo anno di celebrazione culturale, il programma rappresenta una visione di lungo periodo per un rinnovamento, che lasci un segno durevole sulla città e la sua regione. 

Così, questa città di 55mila abitanti a nord di Bratislava, vicina al confine con la Repubblica Ceca, dal passato industriale in particolare nel settore tessile, è riuscita a risvegliarla la curiosità, entrando nella ‘mappa culturale’. Con migliaia di visitatori accolti duranti l’anno, è diventata anche una destinazione turistica, forte dei suoi monumenti che richiamano un passato glorioso (uno su tutti il famoso castello, il più grande urbano della Slovacchia). Ma soprattutto ha riportato la gente ad animare le strade e a ‘vivere’ la cultura. 

 

Ed è con questo traguardo raggiunto, frutto di un lavoro importante che ha impegnato l’ultima consiliatura, che l’attuale amministrazione comunale si presenta alle prossime elezioni locali del 24 ottobre. A fare un bilancio è Patrik Žák, consigliere comunale dal 2010 e vicesindaco di Trenčín dal 2017: “E’ un processo durato 10 anni, ed è stato molto sfidante. Abbiamo avuto fondi importanti, molte opportunità, anche professionali e pure per imparare nuove cose. E’ stato un grande training on the job, anche per le procedure europee, e ora abbiamo imparato a usare e a usare bene i fondi Ue, tanto che la città è l’unica pronta per il prossimo ciclo di programmazione. Quindi non era certo un’opportunità da perdere”.  

“In quattro anni di amministrazione – sottolinea – abbiamo fatto molti progetti e credo che oggi Trencin sia un bel posto dove vivere. E’ in cima alle città della Slovacchia per investimento pro-capite, non c’è disoccupazione, e sicuramente non rispecchia la situazione generale del paese. Abbiamo anche una partnership con fondi norvegesi da cui riceviamo finanziamenti e abbiamo scambi culturali. Sono stati realizzati molti progetti urbani, per ridurre le auto e rivedere la mobilità. Con il titolo di Capitale europea della cultura lo scopo era proprio di aprire la curiosità delle persone. Un progetto per far uscire le persone, parlarsi, creare comunità. C’è stata una grande partecipazione e nessuno si è lamentato dei costi”.  

“Questo slancio non finirà, anche se ci saranno meno fondi e quindi meno possibilità di organizzare mostre di livello. Resta la conoscenza, l’impegno, il coinvolgimento della comunità. Penso che abbiamo creato una bella città e facendo tutto questo abbiamo già cambiato il futuro. Cercheremo di restare visibili a livello europeo, ma certamente dovremo essere sostenibili dal punto di vista dei costi. La gente vuole essere parte di qualcosa e la Capitale europea della cultura incarna una cultura dell’essere, del vivere. E’ una capitale del vivere bene insieme con i valori europei”, conclude. 

 

La grande opera di trasformazione anche urbanistica della città ha interessato i monumenti storici, gli edifici simbolo dell’epoca comunista e portato nuovi spazi in un mix di passato e futuro. A cominciare dal castello, che è il simbolo della città, visibile da ogni angolo. Costruito a partire dall’11° secolo, con aggiunte progressive che lo hanno portato da fortezza a residenza reale, è stato oggetto di un importante lavoro di restauro in occasione della Capitale europea della cultura, con nuovi percorsi di visita e spazi per mostre. Ma la ‘gemma nascosta’ più antica della città è un’iscrizione romana sulla roccia, risalente all’anno 179, la più importante e meglio conservata dell’Europa centrale; per vederla bisogna entrare all’interno dello storico Hotel Elizabeth, anch’esso riqualificato negli anni scorsi in struttura luxury. 

Un importante lavoro di restauro ha interessato anche l’adiacente Museo, la ‘Župný dom’, che nel corso del 2026 ha ospitato le mostre più importanti. Ancora in corso fino al 7 dicembre ‘Glocal Equality and Hospitality’, che riunisce le opere di artisti di fama internazionale per riflettere sulle sfide ‘glocal’ urgenti e interconnesse, dalla diseguaglianza sociale ed economica alle migrazioni, alla crisi ecologica e alle crescenti tensioni geopolitiche, e ‘The Thin Green Line’, un percorso che si allarga agli spazi cittadini con opere site specific dedicate alle sfide del cambiamento climatico. 

Tra gli edifici religiosi, i più importanti sono la chiesa di San Francesco Saverio, dei padri piaristi, del 17° secolo, in stile barocco, che ha aperto le porte del suo monastero per ospitare concerti e altri eventi nel corso dell’anno. Mentre la Sinagoga, del 1910, è un mastodontico mix tra stile orientale e Art Nouveau, a ricordare l’importanza della comunità ebraica della città, ed è stata riconsacrata solo a dicembre 2025 dopo un lungo restauro seguito agli anni dell’abbandono in epoca comunista. 

 

Proprio all’epoca del regime si devono alcuni, inconfondibili edifici civili della città, come l’enorme sede amministrativa sull’isola pedonale. O l’attuale Centro Culturale, in stile funzionalista del 1940, completamente rinnovato e riaperto nel 2023 come hub per arti e creatività, con auditorium, sale workshop e riunioni, che rappresenta un vero orgoglio per la città. Tra gli investimenti principali nell’assetto urbanistico della città, la risistemazione di aree verdi e di alcune strade, arricchite con arredi, come panchine, tavoli e aiuole per essere spazi di comunità.  

Il più importante intervento è la trasformazione di un vecchio ponte ferroviario (uno dei tre, tutti in programma di riqualificazione), che diventerà il ‘Fiesta Bridge’: una passeggiata flottante, che non fungerà solo da passaggio da una sponda all’altra del fiume Váh, ma sarà un luogo ricreativo, dove ritrovarsi, con ambienti e punti ristoro. Una naturale estensione del centro storico grazie anche alla progressiva deviazione dell’arteria principale del traffico, che collegherà anche il parco lungo l’argine, anch’esso appena rinnovato e arricchito con opere di land art. Il ‘Fiesta Bridge’ offrirà una vista incomparabile sul centro storico, sul Castello e sul fiume con la sua isola naturale, e diventerà un nuovo simbolo della città e di tutto il paese, uno spazio vivo lungo il fiume, a testimonianza perenne dell’eredità di Trenčín2026. 

Trenčín è stata, dunque, designata Capitale europea della cultura 2026 con l’ambizione di trasformare la città. Radicato nella curiosità, il programma rafforza la sperimentazione, la creatività e il coraggio di trasformare Trenčín in un posto che ispira impegno e partecipazione attiva. Esplorando la storia, la memoria culturale, la responsabilità ecologica, l’eguaglianza e nuove forme di espressione Trenčín invita il pubblico a sperimentare la città in modi inaspettati e sentirsi parte della trasformazione in corso. 

 

Il programma di Trenčín2026 si articola in tre aree chiave: ‘People and Relationships (‘Persone e relazioni’), che vuole favorire la fiducia, il senso di appartenenza e l’impegno civile nella vita della città; ‘Places and Public Space’ (‘Luoghi e spazio pubblico’), che vuole attivare passeggiate, piazze e parchi come siti comunali; e ‘Creativity and Culture’ (‘Creatività e cultura’), che vuole sostenere talenti locali, artisti emergenti e promuovere il dialogo artistico internazionale. Una parte non secondaria del programma si è svolta nei centri circostanti della regione Považie, che si susseguono lungo il bacino del fiume Váh. Come Dubnica nad Váhom, dove si trova il Dubnický kaštieľ, residenza nobiliare secentesca, restaurata e adibita a museo con collezione storica permanente ed esibizioni temporanee, come quella originalissima con composizioni fresche floreali in un percorso attraverso mode e usi delle decorazioni nelle diverse epoche.  

A Trenčianske Teplice, località termale molto frequentata sin dai tempi del regime, sono esposte nel parco installazioni interattive tematiche e un albergo in cantiere di ristrutturazione è stato l’originale location che ha ospitato uno dei tre eventi di punta del progetto ‘Trenčín-All-Theatre’, la performance di danza ‘RE:construction’ diretta dalla slovacca Petra Fornayová, seguita alla première di giugno (‘I Will Remember You’) e chiusa proprio in questi giorni dallo spettacolo immersivo ‘When the Fairy Sings’ che ha visto la regia di un italiano, il coreografo Simone Sandroni. 

Mentre sono in corso in questi giorni a Trenčín gli Architecture Days, focalizzati sul tema dell’housing nel Dopoguerra e parte di una manifestazione più ampia che attraversa Cechia e Slovacchia. L’evento clou sarà poi naturalmente il closing, fra giochi di luce e spettacolo di droni, in programma nell’ultimo fine settimana di novembre, cui seguirà l’apertura del tradizionale mercatino di Natale. Una cerimonia per celebrare l’anno che ha cambiato il volto, e l’anima, della città. Per informazioni e suggerimenti si possono consultare i siti web di Trenčín2026 (https://www.trencin2026.eu/en/home/), della città (https://visit.trencin.sk/en/homepage/) e della Regione Považie (https://www.regionpovazie.sk/en/domovska-stranka-english/). 

(di Alessia Trivelli) 

 

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