Tribunale della Pedemontana Veneta in Consiglio comunale di Vicenza, il sindaco di Bassano Elena Pavan: “Impegno assunto da Possamai è stato disatteso”

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Il sindaco Elena Pavan del Comune di Bassano del Grappa, anche a nome dei sindaci del territorio e del Comitato per l’istituzione del Tribunale della Pedemontana Veneta, è intervenuta con una nota ufficiale stamattina in seguito al Consiglio comunale di Vicenza.

“Non siamo soddisfatti dell’esito del Consiglio comunale di Vicenza di ieri sera perché l’impegno assunto dal sindaco Giacomo Possamai è stato disatteso. Non consideriamo sufficiente avere modificato la mozione nella parte finale senza avere rivisto le premesse: il risultato complessivo del testo è comunque una espressione di contrarietà al Tribunale della Pedemontana che non ha senso se non in un’ottica di campanile. Ma chi è il campanilista in questo caso? Certo non un territorio coeso che comprende più di sessanta Sindaci ed è fortemente sostenuto nel suo progetto dalla Regione del Veneto.

Si è perduta una occasione importante perché i consiglieri comunali vicentini avrebbero potuto informarsi compiutamente, ritirando la mozione e dando la possibilità ai componenti del Comitato per l’istituzione del tribunale della Pedemontana di presentare il progetto nella sua complessità, evidenziandone la bontà e i vantaggi per l’intera regione.

Il Tribunale della Pedemontana, non solo non sottrarrà personale, ma interesserà un bacino territoriale poco più piccolo rispetto al presidio di giustizia di Vicenza ed avrà una sua specializzazione.

Quanto accaduto in questi giorni ci lascia sconcertati, perché si ha l’impressione di essere tornati al medioevo, quanto a prevalere erano gli interessi corporativistici di bottega. Sono mancati la volontà di conoscere a fondo un progetto ampio e complesso, e soprattutto la capacità di cogliere la visione di insieme legata al bene comune generale e non solo della propria città.

Soprattutto, emerge ancora una volta l’incapacità della politica vicentina di cogliere le esigenze del territorio, considerandolo un mero bacino elettorale di cittadini le cui voci non hanno diritto di essere ascoltate.

In questo modo però si perdono le peculiarità e le forze intrinseche a tutta la provincia di Vicenza, un’area tra le prime a livello nazionale come prodotto interno lordo, ma non in grado di esprimere nelle sedi opportune rappresentanti autorevoli e di rilievo”.