Tribunale di Vicenza, l’allarme del Comitato a Giovine: “Manca il 50% del personale amministrativo”

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La crisi del Tribunale di Vicenza approda sui tavoli della politica nazionale. Nella giornata di ieri, 27 febbraio 2026, una delegazione del Comitato Per una Giustizia di Qualità a Vicenza ha incontrato il deputato vicentino di Fratelli d’Italia Silvio Giovine, accompagnato dall’avvocato Valerio Sorrentino, per rappresentare una situazione definita ormai insostenibile.

La delegazione — composta dagli avvocati Anna Pase e Fabio Mantovani, già presidenti dell’Ordine degli Avvocati di Vicenza, e dall’avvocato Michele Magaraggia, tesoriere dell’Unione Triveneta dei Consigli dell’Ordine — ha presentato dati puntuali che fotografano un ufficio giudiziario in “evidente sofferenza strutturale“.

Non si è trattato di valutazioni politiche, ma di numeri concreti: il Tribunale berico registra oggi una scopertura del personale amministrativo superiore al 50%. A questo dato si aggiunge la riduzione degli organici della magistratura avvenuta negli ultimi anni, a fronte di carichi di lavoro rimasti invariati su un bacino d’utenza che resta tra i più estesi e complessi dell’intero Veneto.

Il Comitato ha ribadito una posizione netta anche in merito al dibattito sulla geografia giudiziaria: qualsiasi ipotesi di riorganizzazione, inclusa l’eventuale istituzione del Tribunale di Bassano del Grappa (Pedemotnana, ndr), non può prescindere dal rafforzamento immediato della sede di Vicenza. Senza interventi sugli organici esistenti, ogni nuova struttura rischierebbe di nascere su fondamenta già fragili.

L’Onorevole Silvio Giovine ha preso atto della gravità del quadro esposto, dichiarando il proprio impegno ad adoperarsi affinché le criticità del Tribunale di Vicenza vengano affrontate in via prioritaria. Il deputato si è riservato di monitorare l’iter del disegno di legge relativo al nuovo tribunale di Bassano del Grappa, valutandolo alla luce delle effettive esigenze del territorio e della tenuta della sede centrale.

In una nota ufficiale, il Comitato ha espresso cautela: “Prendiamo atto delle dichiarazioni rese e confidiamo che seguano atti coerenti e verificabili. La condizione del Tribunale di Vicenza non consente ulteriori rinvii né soluzioni meramente prospettiche”. Per i legali vicentini, il tempo delle promesse è scaduto: serve un intervento urgente per garantire ai cittadini e alle imprese una giustizia che sia, nei fatti, di qualità.