
Federalberghi Veneto registra un settembre molto positivo: città d’arte oltre il 90% e risultati superiori all’80% nelle altre destinazioni.
Il turismo in Veneto a settembre chiude con dati di occupazione alberghiera particolarmente elevati. Secondo le rilevazioni diffuse da Federalberghi Veneto, le città d’arte hanno superato il 90% delle camere occupate, mentre mare, lago e montagna si sono mantenuti sopra l’80%. Il risultato rafforza il peso dei mesi di spalla e la capacità delle destinazioni di lavorare oltre il tradizionale picco estivo.
Nel dettaglio, le località balneari hanno raggiunto l’80,3%, quelle lacustri l’83,4% e la montagna l’81,8%. Proprio il comparto montano presenta la variazione più marcata, con un aumento del 15,5% rispetto al dato di confronto indicato dall’associazione. Il quadro regionale può essere letto insieme ai dati turistici ufficiali della Regione Veneto, che permettono di osservare arrivi e presenze nel tempo.
La tenuta di settembre conferma un cambiamento già emerso nel corso dell’anno. Le vacanze più brevi e distribuite, gli eventi culturali e sportivi, il turismo d’affari e la domanda internazionale contribuiscono a ridurre la concentrazione delle presenze in poche settimane. Il tema della destagionalizzazione del turismo veneto era già stato evidenziato nei dati del primo semestre.
Turismo in Veneto a settembre, Schiavon: «La destagionalizzazione è strutturale»
Massimiliano Schiavon, presidente di Federalberghi Veneto, interpreta i numeri come il segnale di una trasformazione ormai stabile. Le strutture ricettive devono però sostenere costi e organizzazione per periodi di apertura più lunghi, adeguando personale, servizi e politiche commerciali a flussi meno concentrati e più differenziati.
Le città d’arte beneficiano della domanda internazionale e del calendario culturale, mentre lago e mare mantengono attrattività anche dopo l’alta stagione. La montagna, grazie alla crescita indicata, mostra il potenziale delle attività non legate esclusivamente alla neve: escursionismo, cicloturismo, benessere ed enogastronomia possono ampliare la stagione e coinvolgere territori diversi.
Per consolidare il risultato servono collegamenti efficienti, programmazione degli eventi e personale qualificato. Il turismo in Veneto a settembre non rappresenta quindi soltanto un buon dato mensile: indica la possibilità di distribuire meglio lavoro e presenze durante l’anno, riducendo la pressione nei periodi di punta e creando opportunità più continue per imprese e territori.





























