Campo Marzo, l’UDC di Vicenza: «Minori soli nel digitale, serve un patto educativo»

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UDC Vicenza su Campo Marzo

Il segretario provinciale Luca Franzè interviene dopo il raduno nato sui social: sicurezza e conseguenze devono accompagnarsi a prevenzione, scuola e sostegno alle famiglie.

UDC Vicenza su Campo Marzo chiede un’alleanza educativa tra istituzioni e famiglie dopo i disordini che hanno coinvolto numerosi adolescenti nell’area verde e nelle vie limitrofe. Il segretario provinciale Luca Franzè definisce quanto accaduto un campanello d’allarme e invita a mettere al centro la tutela dei minori, la sicurezza e il rispetto delle regole. Il partito collega la vicenda anche alla propria proposta nazionale sulla protezione dei giovani nell’ambiente digitale, illustrata attraverso i canali ufficiali dell’Unione di Centro.

Secondo Franzè, la giovane età di molti partecipanti impone alla comunità adulta di interrogarsi. Il raduno promosso attraverso i social è sfociato in tensioni, vandalismi e caos urbano, mostrando come la ricerca di visibilità virtuale possa trasformarsi rapidamente in un rischio concreto. La risposta, sostiene l’UDC, non può ridursi a una polemica politica né limitarsi all’intervento quando il problema è già esploso.

La presa di posizione si aggiunge alle reazioni ai fatti di Campo Marzo e insiste su un approccio che unisca presidio del territorio, scuola, famiglia e istituzioni locali. Dietro una sfida social, osserva il segretario, ci sono ragazzi vulnerabili che hanno bisogno di riferimenti e non possono essere lasciati soli davanti a meccanismi digitali pensati per catturare attenzione.

UDC Vicenza su Campo Marzo: educazione digitale e regole

Franzè richiama il disegno di legge presentato dal senatore Antonio De Poli per la tutela dei minori online. Tra i punti indicati figurano percorsi gratuiti di cittadinanza digitale integrati nell’educazione civica, una certificazione delle competenze per i ragazzi tra 14 e 16 anni e limiti ai sistemi compulsivi, alla profilazione commerciale e agli algoritmi aggressivi rivolti ai più giovani.

La proposta comprende anche strumenti di supervisione parentale predefiniti sui dispositivi e regole più stringenti contro l’uso improprio dell’immagine e lo sfruttamento economico dei minori. Per l’UDC, proteggere ed educare devono procedere insieme: la cultura dell’inclusione richiede opportunità e accompagnamento, ma anche norme chiare e applicate con continuità.

La conclusione dell’intervento è un invito a trasformare l’emergenza in responsabilità condivisa. Sicurezza, presenza delle forze dell’ordine e rinnovato patto educativo vengono indicati come parti della stessa strategia. La posizione dell’UDC Vicenza su Campo Marzo punta quindi a evitare sia la sola repressione sia la sottovalutazione, chiedendo agli adulti di costruire un percorso stabile verso autonomia, consapevolezza digitale e rispetto della legalità.