Umberto Riva, vicentino e tuttologo è passato nella dimensione della memoria… immortale

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Umberto Riva, vicentino e tuttologo
Umberto Riva, vicentino e tuttologo

Lunedì scorso, 31 luglio, i versi postati su Fb dall’amico Lucio Zaltron ci davano la triste notizia della scomparsa di Umberto Riva, nato a Vicenza l’8 ottobre 1932, che, autore anche del libro “Arte culi’ n aria“, da noi pubblicato, nella sua auto-autobiografia lì così scriveva di se stesso: “dà del ‘tu’ alla filosofia/matematica, ha passato gran parte della vita nella ricerca, in cui tuttora è attivo, con le teorie sulle tangenti e sull’osmosi sferica alla ricerca tendenziale dello zero matematico”.

Quel “tuttora” per i mortali tipici non ci sarebbe più, ma lui tipico di certo non lo era e mortale non lo sarà mai per ricordi ed opere che ci ha lasciato per continuare, grazie a loro, a vivere sia pure in un’altra dimensione, quella della memoria, a cui si appella il post con i versi di chi me lo presentò, Lucio Zaltron:.

In un giorno qualsiasi di mezza estate
si avvia il ricordo di un amaro addio
di folli oratorie zuccherate
nel caffè dei nostri martedì.
Se ne va solo chi non resta esule
nell’illusione di eterno e di luce
come un miraggio di neve nel deserto.
Au revoir Umberto!

Anche noi per ricordarlo vi riproponiamo parte di quanto scrivemmo nella prefazione di “Arte culi’ aria”, libro di vita e ricette che già nel titolo dava un’idea di Umberto Riva.

È impresa più ardua del solito, nonostante il tema apparentemente leggero, presentare questo libro di Umberto Riva, “Arte culi ‘n aria”… Non è impresa facile, non perché non conosco, se non come degustatore, il variegato mondo della gastronomia, della cui narrazione si arricchiscono riviste, biblioteche librarie, rubriche TV e pubblicazioni web, ma perché l’autore di Arte culi ‘n aria, Umberto Riva, non è uno chef e neanche un cuoco.

Mi direte che quelle riviste, quei libri, le rubriche tv e web sono piene di “gastronomi” non di professione, come attori, opinionisti, imprenditori, intrattenitrici e financo, se non soprattutto su Internet, il mondo in cui tutti fanno e sanno tutto, moderne “massaie”.

Ma dire chi è tra questi “gastronomi” non professionali Umberto Riva è la mia principale difficoltà nel presentare il suo libro di ricette che invitano a provare i loro sapori, ma che raccontano e rievocano, soprattutto, tratti di vicentinità e, quindi, di italianità, perché la Vicenza popolare non è dissimile dall’Italia popolare, checché se ne arringhi sui vari palchi superficiali di oggi.

Umberto Riva, a ottantasette anni (eravamo nella metà del 2020, ndr) suonati (se vi dicessi che sorriderebbe alla puerile battuta “ho tanta sete” di conoscere, questo vi farebbe capire quanto è ancora bambino dentro e con quale voglia di vivere fuori dagli schemi seriosi) è un artista multiforme?

Non solo.

È un matematico?

Non solo.

È un filosofo?

Non solo.

Noi abbiamo scoperto nelle sue continue provocazioni dialettiche chi sia dentro Umberto Riva, ovviamente solo in minima parte perché a raccontarci i suoi ottantasette e passa anni non gliene basterebbero altri cento, sintetico come è.

Una breve, ma significativa, tra quelle provocazioni ve la proponiamo in fondo al libro e il titolo, “Caino e la morte, che non conosceva prima di colpire Abele”, già dice tanto.

Ma non tutto: il bello di Umberto… riva sempre dopo”.

Ma ora, lunedì 31 luglio 2023, per Umberto Riva xè rivà il passaggio nella dimensione della memoria da dove spero che mi rimproveri, come spesso ha fatto, contestandomi pressoché tutto, pensate il mio veneto: significherebbe che è ancora vivo. In noi.