Vaccini covid, “Vax No vax Free vax”: utile un confronto, purché “equilibrato” nell’esposizione

Vaccini per i sanitari
Vaccini

Premesso che l’allentamento della pandemia covid, che, forse (tanti virologi, tante o quasi campane!), si sta trasformando in una malattia endemica (come, tanto per capirci, un’influenza) per chi vi scrive è di sicuro un effetto dei vaccini, che, peraltro ne riducono gli effetti che, invece colpiscono in forma grave i non vaccinati, il susseguirsi di misure (restringimenti e allentamenti) spesso non aiuta a capire.

Un’altra premessa è d’obbligo nell’invito che stiamo per fare ai lettori: se è sicuro a breve  l’effetto positivo dei vaccini e l’assenza di statisticamente consistenti reazioni avverse (io li ho fatti e ne sono un assertore, diciamo un Vax, per lo meno proprio nell’immediato come difesa dal peggio), anche il virologo Crisanti, di sicuro non un No vax, giovedì sera a La Piazza ha ribadito che non sono noti gli effetti dei vaccini a medio e lungo termine sia per la loro efficacia nel tempo che per le eventuali conseguenze negative su almeno parte dei soggetti che li abbaino assunti.

Questi dati, dopo un anno di sperimentazione, soprattutto sul campo, dovrebbero già conoscerli, per lo meno parzialmente, le case farmaceutiche che li hanno sviluppati, prodotti, venduti (su quanto valga e condizioni la “verità” questo business si sta cominciando a indagare) e seguiti nelle loro conseguenze positive (riduzione a breve non tanto delle infezioni ma della loro virulenza).

Ma Pfizer, Moderna, Johnson & Johnson, Astra Zeneca e le altre industrie partite prima con i vaccini a mRNa, a vettore virale, virali ecc. (ora sta arrivando anche il Novavax, vaccino proteico) non sembrano propense a rendere noti questi dati, il che può far pensare a due eventualità:

  • che non siano ancora consolidati
  • che si voglia nascondere qualcosa.

Tante altre sono le questioni aperte, sperando, comunque, che si chiuda o si attenui in maniera sopportabile questa emergenza pluriennale, ma, magari evitando i No Vax a prescindere (tra cui quelli che ci guadagnano su visto che sono circa 36 i milioni di euro incassati da circa 12 persone a cui fanno capo una ventina di società che sui social “attirano” pubblicità con le loro fandonie), non sarebbe male aprire una discussione tra e su Vax, No Vax e chi si definisce Free Vax.

Vi proponiamo alcune riflessioni di una persona, un professionista, ben noto a chi vi scrive, ma di cui vi daremo solo le iniziali per evitare effetti collaterali reali come le aggressioni,  e che si definisce proprio Free Vax, con cui, tra gli altri, abbiamo parlato della nostra volontà di aprire uno spazio di confronto su ViPiu.it

Chi, quindi, volesse intervenire, magari partendo da quanto ci dice F.L., può scrivere qui e, fatte salve le nostre verifiche di congruità e moderazione, soprattutto nel linguaggio, avrà il suo spazio per un confronto sereno tra “Vax No vax Free vax”.

Ecco la prima narrazione del Free Vax F.L.


Io ho fatto tutti i vaccini possibili, due volte quello per l’allergia alle graminacee. L’ultimo vaccino mi ha portato un grave effetto collaterale. La mia compagna ha rischiato la vita con due vaccini. Da allora valutiamo con attenzione.

Col vaccino per il Covid (che ricordo doveva essere una dose più richiamo o monodose Johnson & Johnson) abbiamo parenti con danni: mio zio è rimasto paralizzato dopo il vaccino, un’altra mia parente ha avuto tre ischemie, un amico di famiglia paresi, ischemia e perdita della vista da un occhio.

Io non mi definisco No vax, ma Free vax. Sarebbe utile che esperti e non possano inserire le loro esperienze e quello che pensano in uno spazio aperto a tutti. In tanti non hanno avuto alcuna conseguenza nel breve termine da questo vaccino, ma altri hanno avuto effetti collaterali e nessuno ne parla. Gli effetti di un vaccino vanno valutati nel breve, nel medio e nel lungo termine. Di questo nuovo tipo di vaccino a mRNA non si conoscono ancora gli effetti nel medio lungo termine. Sono ancora in fase sperimentale. A fine dicembre 2023 finirà la sperimentazione e ci sarà nel 2024 un rapporto rischi/benefici. Ritengo importante unire le opinioni dei cittadini con quelle di medici, avvocati, esperti insomma.

Sarebbe interessante anche la discussione sul Green Pass uno strumento che sta togliendo tutti i diritti ad una minoranza (comunque milioni di persone). Ricordo che introdurranno una finta durata illimitata del Green Pass in quanto non sarà più illimitata se si presenta una nuova variante o nuovi virus o batteri. Mi fa sempre piacere sentirla caro Direttore Coviello. Le auguro buon lavoro e buona serata“.

Giovanni Coviello (nato l'8-12-1950) è il direttore responsabile di ViPiu.it, nata come testata cartacea VicenzaPiù il 25 febbraio 2006, poi cresciuta dal 2008 con la sua versione web, che ha integralmente sostituito quella cartacea dal 1° gennaio 2016, e che, da due anni, ha assunto la denominazione attuale, non connotata geograficamente, a significare che il quotidiano web indipendente si occupa di notizie e approfondimenti su Veneto (focus Vicenza), Nord est in genere, Lazio con focus su Roma istituzionale e storica, Riviera di Ulisse e Monti Aurunci, Italia e uno sguardo su Europa e mondo. Dopo un'iniziale esperienza da ingegnere elettronico come ricercatore volontario universitario a Roma (1976) e il servizio militare in Marina Militare come ufficiale di complemento (Accademia di Livorno, 1976-78) ha maturato varie esperienze di vertice, nazionali e internazionali, nel settore dell'informatica (1978-1993), ha ricoperto cariche in Confindustria Roma e Apindustria Vicenza, quindi si è occupato di marketing e gestione sportiva di vertice (volley femminile di A1 a Roma e Vicenza) anche da vice presidente della Lega di Pallavolo Femminile di serie A, è stato direttore editoriale di un inserto di marketing internazionale su Pc Week (Mondadori Informatica), collaboratore di Espansione (Mondadori), per poi concentrarsi direttamente dal 2008 sulle edizioni giornalistiche. È giornalista professionista, ha curato vari libri e pubblicato direttamente, tra questi, “Vicenza. La città sbancata”, “BPVi. Bugie Popolari Vicentine”, “BPVi. Risparmiatori ingannati. L’azione di (ir)responsabiltà”, “Roi, la fondazione demolita”.