Stanotte, dopo l’annuncio unico di una doppia conferenza stampa odierna di Achille Variati che aveva “in programma comunicazioni del sindaco sul prolungamento di via Aldo Moro e sulla costituzione di parte civile del Comune di Vicenza nel processo Banca Popolare di Vicenza” avevamo scritto che “quella così annunciata sarà, probabilmente, l’ultima conferenza stampa (da sindaco e presidente della provincia, ndr) di Achille Variati ma, così come è annunciata, ha un valore ancora più storico dell’essere l’ultima.“.


Dopo aver vissuto per anni all’ombra comodamente protettiva del sistema incernierato intorno a Gianni Zonin – aggiungevamo – Variati mette, infatti, l’annuncio pre elettorale… del prolungamento di Via Aldo Moro sullo stesso piano della costituzione di parte civile del Comune nel processo Banca Popolare di Vicenza in cui ci sono migliaia di cittadni di Vicenza come parti lese…“.

Queste e le altre nostre considerazioni venivano raccolte, per chi volesse leggerle o rileggerle, sotto il titolo “Per Variati sullo stesso piano prolungamento di via Aldo Moro e costituzione di parte civile per crac di BPVi: vicentini becchi e bastonati?“.

Oggi, dopo i saluti alla stampa e durante il brindisi finale (vedi in seguito) il sindaco uscente, prima della doppia conferenza, ci ha anticipato: “ho letto quello che ha scritto direttore, la leggo sempre, ricordo quello che in passato mi ha detto, ci aveva preso, capisca da quante altre e diverse informazioni fossi circondato ma ascolti quello che dirò…“.

Ascoltatelo anche voi incluse due mie obiezioni/precisazioni e prendete nota anche di una frase detta a bassa voce “per il dramma della Banca Popolare di Vicenza, il più grande dramma abbattutosi sulla città e sul territorio, anche io lascio con qualche rimorso…“.

Sincero? Politico fino in fondo?

Quando io fui attaccato da presidente del club di volley femminile di serie A di Vicenza con accuse a dir poco infamanti (dopo quasi un decennio senza seguito alcuno) e il giorno dopo aver lasciato quel mondo a cui tanto, troppo, avevo dato anche a scapito della mia famiglia, mi ricordo una sua telefonata non sollecitata: “non so cosa esattamente tu abbia fatto, ma credo che tu l’abbia fatta per la tua passione sportiva…“.

Oggi, mentre Variati lascia Palazzo Trissino e Palazzo Nievo, per saldare un mio debito morale gli devo questa frase, che altre volte, in privato e in pubblico, ho già pronunciato pur continuando a fargli le pulci: “non so cosa esattamente tu abbia fatto, ma credo che tu l’abbia fatta per la tua passione politica…“.

Se rimane inteso che la mia e la sua sono (ernao?) pur sempre passioni e le passioni spesso comportano errori, in quel “tu” reciproco c’è una parte della mia ammirazione per l’ultimo Politico di Vicenza ma anche la mia amarezza per non essere riuscito a farlo essere pari alle mie aspettative.

 

P.S. Ecco la storia delle azioni possedute, e mai vendute, dal Comune di Vicenza, richiesta al sindaco e inviataci dall’Uffico stampa.

Se il valore di libro delle quote del Comune (somma dei prezzi di acquisto/sottoscrizione) ammonta a 23.817 euro il primo acquisto di 10 quote della Banca Popolare di Vicenza è stato approvato dal consiglio comunale del 21 novembre 1868 (vedi comunicato stampa: http://www.comune.vicenza.it/albo/notizie/notizie.php/134986). Altri acquisti di azioni gratuite e a pagamento avvennero con deliberazioni di giunta nel 1925, nel 1962, nel 1966, nel 1974, nel 1976, nel 1979, nel 1981, nel 1984, nel 1989, nel 1994 e nel 2005. Al momento attuale il Comune di Vicenza possiede 2.256 azioni della Banca Popolare di Vicenza. 
Non sono mai state cedute azioni.