Per l’assistenza psichiatrica, il Veneto spende 49,4 euro pro capite l’anno contro il 65,4 media italiana. Peggio solo la Campania che spende 47,0 euro pro capite l’anno; brillano invece Trento che destina 83,3 euro pro capite e la Liguria con 81,4. Il dato, l’ultimo disponibile, è riferito al 2019 ma resta valido tanto che negli ultimi mesi il dibattito sulla spesa in salute mentale è entrato nel vivo nella rete che unisce società scientifiche, associazioni di utenti e familiari, ordini professionali e sindacati.

Il fatto evidente è che sembra che a mancare siano proprio le persone, a partire da psichiatri e psicologi. Nel 2020 in Veneto risultano iscritti all’ordine 10161 psicologi, 21 psicologi per 10 000 abitanti. L’esponente del Pd Bigon cita a tal proposito anche uno studio del prof. Andrea Angelozzi, psichiatra, già Direttore del Dipartimento di Salute Mentale a Treviso e Venezia da cui si evince come mancano nel comparto della salute mentale, rispetto alla media nazionale (3,6 della spesa sanitaria), ben 122 medici, 98 psicologi, 28 assistenti sociali, 18 educatori e 18 amministrativi.

Ovviamente va considerato anche l’impatto della pandemia sul problema. Sono numerosi e di grande diffusione gli studi che testimoniano come Covid-19 abbia portato a un aumento di quasi un terzo di persone che ha bisogno di assistenza. Il bisogno di salute mentale non è quindi sulla via di esaurirsi, anzi sembra che il Covid-19 abbia portato alla luce tutte le fragilità che già c’erano.

Sicuramente, quindi, è da mettere in luce la necessità della popolazione di un percorso e non di un farmaco. Antidepressivi e antipsicotici risultano pertanto sempre più chiaramente inadatti a soddisfare la necessità di salute mentale.

Ecco allora spuntare il bonus psicologo, ufficialmente approvato venerdì 27 maggio. Dei complessivi 20 milioni di euro stanziati per il 2022, 10 milioni finanzieranno direttamente il contributo per i cittadini, e altri 10 le strutture sanitarie che forniscono sostegno psicologico. Sarà disponibile solo per le persone con ISEE fino a 50mila euro e il valore sarà diviso in base a tre fasce di reddito ISEE. Le persone con ISEE inferiore a 15mila euro riceveranno 600 euro, chi ha un ISEE compreso tra 15 e 30mila euro riceverà 400 euro e chi un ISEE tra 30 e 50 mila euro un contributo da 200 euro. Non appena il decreto verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale verrà comunicata la data a partire da cui lo si potrà richiedere all’INPS: lo si potrà poi utilizzare presso specialisti iscritti all’albo degli psicologi che abbiano comunicato l’adesione all’iniziativa al proprio ordine professionale.

Nel frattempo in Veneto, l’8 aprile, con una delibera approvata dalla Giunta regionale su proposta dell’Assessore alla Sanità, Manuela Lanzarin, è stato definito un nuovo modello organizzativo e gestionale dell’area salute mentale, che si rivolge a 360 gradi a tutte le fattispecie, territoriali e ospedaliere di questo delicatissimo settore della salute. L’obiettivo è “una forte integrazione tra l’area delle cure sanitarie e l’area degli interventi socio relazionali”. La priorità è potenziare l’assistenza territoriale e investire su percorsi che consentano una presa in carico adeguata al continuo crescere dei bisogni di salute mentale, aumentando le risorse dei Centri di Salute Mentale e implementando una rete capillare di primo livello nelle strutture di prossimità e potenziando le cure domiciliari.

Gran parte dei temi fondanti del provvedimento rispondono ai numerosi contributi e sollecitazioni emersi nel corso del lavoro della Commissione Salute Mentale, il cui mandato viene prorogato fino al 31 dicembre 2023, e dei diversi incontri con gli stakeholders organizzati dall’Assessorato. Gli interventi delineati dalla delibera sono inoltre in armonia con le linee programmatiche di sviluppo del territorio ed implementazione delle reti di prossimità, esplicitate nel PNRR.

Insomma, le sfide sono tante e c’è bisogno di accelerare… il Veneto ce la farà?