Venezia 83, con ‘Un po’ di luce’ il futuro incerto dell’Iran nel film del regista Ali Asgari

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(Adnkronos) – Un uomo che ha perso la fiducia nel futuro, una famiglia che prova a riportarlo verso la vita e un Paese, l’Iran, nel quale l’incertezza è diventata parte della quotidianità. E’ questa la storia di “Un po’ di luce”, titolo originale “Kami Nour” e titolo internazionale “A Bit of Light”, il nuovo film del regista iraniano Ali Asgari, in concorso alla 83/a Mostra del Cinema di Venezi (2-12 settembre). 

Il film racconta la giornata di un medico iraniano che, dopo essere stato arrestato e aver visto chiudere il proprio ambulatorio, non riesce più a immaginare un futuro possibile. Ha deciso di togliersi la vita e trascorre quella che considera la sua ultima giornata andando a trovare il fratello, le sorelle e la madre. Vuole preparare i suoi familiari alla scelta che ha preso. Ma quello che dovrebbe essere un ultimo saluto prende lentamente un’altra direzione. La presenza dei familiari, l’affetto e la compassione che emergono durante quelle ore fanno vacillare la sua decisione. Attraverso il rapporto con le persone che ama, il protagonista torna a confrontarsi con la possibilità di continuare a vivere. 

È qui che Ali Asgari porta il racconto dalla dimensione individuale a quella collettiva. “Un po’ di luce” non è un film sulla guerra, ma un film sull’incertezza, sulla difficoltà di immaginare il futuro e sul modo in cui le condizioni del Paese finiscono per entrare nella vita privata delle persone. “Mi sono spesso chiesto: quando la sofferenza diventa parte integrante della nostra quotidianità, cosa dà valore alla vita?”, si domanda il regista Ali Asgari. “Possiamo mai separare la nostra esistenza da quella degli altri? Le nostre scelte sono davvero solo nostre, o lasciano tracce nei cuori e nei ricordi di chi ci circonda? Vivendo in Iran, dove le difficoltà economiche, l’incertezza politica e la costante ombra della guerra sono diventate parte della vita di tutti i giorni, ho visto come le persone continuino a resistere, a prendersi cura l’una dell’altra e a creare piccoli momenti di speranza. Forse ciò che ci permette di andare avanti non è l’assenza di sofferenza, ma i legami invisibili che ci uniscono, la sensazione che la nostra esistenza sia intrecciata con quella degli altri”. 

Nel film, la risposta alle incertezze arriva attraverso la famiglia. Sono i legami affettivi a interrompere l’isolamento del protagonista e a ricordargli che la sua esistenza non riguarda soltanto se stesso. La speranza non cancella la sofferenza, ma può nascere dalla capacità delle persone di continuare a prendersi cura l’una dell’altra. Anche il titolo, “Un po’ di luce”, rimanda a questa idea. Non una luce capace di cancellare le difficoltà, ma un piccolo spiraglio che permette di guardare ancora avanti. Una speranza fragile, quotidiana, costruita attraverso i rapporti umani. 

La realizzazione del film è avvenuta in condizioni particolarmente difficili. Ali Asgari ha girato mentre iniziava la guerra e con la minaccia continua dei bombardamenti sull’Iran. La guerra, dunque, non è il tema centrale del film, ma è stata una presenza concreta durante la lavorazione e una delle condizioni che hanno accompagnato la nascita dell’opera. Questa esperienza si inserisce nella riflessione di Asgari sulla realtà del suo Paese. Vivendo e lavorando in Iran, il regista ha raccontato spesso persone costrette a confrontarsi con pressioni sociali, politiche e istituzionali, mostrando come la dimensione pubblica finisca per condizionare anche le scelte più private. 

Regista, sceneggiatore e produttore, Ali Asgari è una delle voci del cinema iraniano contemporaneo più conosciute a livello internazionale. Dopo la laurea a Teheran e gli studi al Dams dell’Università degli Studi Roma Tre, ha iniziato il suo percorso con i cortometraggi. “More Than Two Hours” e “The Silence” sono stati presentati in concorso al Festival di Cannes, mentre “The Baby” è arrivato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2014. Nel 2017 Asgari ha presentato “Disappearance” nella sezione Orizzonti di Venezia, il suo debutto nel lungometraggio. Sono seguiti “La bambina segreta”, presentato alla Berlinale nel 2022, e “Kafka a Teheran”, accolto al Festival di Cannes nel 2023 nella sezione Un Certain Regard. Nel 2025 il regista iraniano è tornato alla Mostra con “Divine Comedy”, presentato nella sezione Orizzonti. “Un po’ di luce” uscirà al cinema in Italia il 1° ottobre. (di Paolo Martini) 

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