
Doppia presa di posizione a Vicenza sulla crisi in Venezuela: il Partito Democratico ribadisce la condanna del regime di Maduro ma giudica illegittimo l’attacco militare Usa; Rifondazione comunista parla di aggressione imperialista e chiama alla mobilitazione davanti alla caserma Ederle.
Il blitz in Venezuela da parte agli Stati Uniti apre una frattura profonda nel dibattito politico anche a livello locale. A Vicenza arrivano due prese di posizione nette e articolate, da sinistra, che pur partendo da valutazioni diverse sul governo di Caracas convergono su un punto centrale: il rifiuto della guerra e la difesa del diritto internazionale (leggi anche «Maduro e sovranità “in arresto”: il Venezuela al centro di una frattura geopolitica»).
Il Partito Democratico cittadino, con una nota firmata dal segretario Corrado Battilana, ribadisce anzitutto una linea di coerenza maturata negli anni: la condanna del regime di Nicolás Maduro per le sistematiche violazioni dei diritti umani e il sostegno all’opposizione democratica venezuelana, con la richiesta di liberazione degli oppositori e dei cooperanti incarcerati, tra cui il connazionale e corregionali Alberto Trentini.
Allo stesso tempo, però, il Pd definisce l’attacco militare deciso da Donald Trump «privo di qualsiasi base legale» e giudica «grave» la posizione del governo italiano che ne avrebbe riconosciuto la legittimità. Per i democratici, il rispetto del diritto internazionale e della sovranità degli Stati resta un valore non negoziabile: «Non ci rassegniamo a un ordine mondiale fondato sulla legge del più forte». Da qui l’appello all’Unione europea e all’Italia affinché si esprimano con fermezza contro l’uso della forza e chiedano la convocazione urgente degli organismi competenti delle Nazioni Unite, mettendo al centro la tutela della popolazione civile e una transizione giusta e negoziata.
Toni ancora più duri arrivano dal Partito della Rifondazione Comunista, che a livello nazionale e provinciale parla apertamente di «aggressione imperialista» e di «crimine contro il diritto internazionale e la Carta dell’Onu». Secondo Rifondazione, l’azione militare statunitense si inserisce in oltre vent’anni di tentativi di destabilizzazione del Venezuela e avrebbe come obiettivo le risorse petrolifere e minerarie del Paese.
Il segretario nazionale Maurizio Acerbo e la responsabile esteri Anna Camposampiero esprimono solidarietà alla Repubblica bolivariana e al popolo venezuelano, invitando tutte le forze anticapitaliste e anticolonialiste alla mobilitazione per la cessazione immediata dei bombardamenti.
A livello locale, la Federazione vicentina di Rifondazione comunista rilancia la protesta con una manifestazione convocata per lunedì 5 gennaio alle 18 davanti alla caserma Ederle, simbolo – si legge nel comunicato – della sudditanza agli interessi statunitensi anche sul territorio veneto. Un’iniziativa che punta a trasformare l’indignazione politica in presenza pubblica, contro quella che viene definita una pericolosa normalizzazione della guerra.
Due letture diverse del Venezuela, dunque, ma una convergenza netta su un messaggio: la pace e la stabilità globale passano dal rispetto delle regole internazionali, non dalle bombe.

































