Vera Brittain, scrittrice di “Generazione perduta”, ha raccontato la Grande Guerra sull’Altopiano di Asiago

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Commemorazione alla Resistenza aI Sacello di Granezza del 3 Settembre 2023.

Storie Vicentine ci racconta la storia di Vera Brittain, scrittrice e giornalista che raccontò la Grande Guerra vissuta sull’Altopiano di Asiago.

Granezza è una località immersa nel verde a sud dell’Altipiano dei Sette Comuni tra Asiago e le falde del Monte Corno. Storicamente nel secolo scorso fu teatro di due eventi straordinari. Tra il 1944/45 avevano stabilito lì il loro accampamento i partigiani delle Brigate “Sette Comuni”, “Mazzini” e “Mameli” che il 6/7 settembre 1944 (si uniranno nella Divisione “Ortigara” nel febbraio 1945) furono investiti dal più grosso e cruento rastrellamento nazifascista avvenuto lassù durante la lotta di Liberazione. Un sacello con il nome dei 250 caduti si erge a testimonianza del loro sacrificio. Ogni anno la prima domenica di settembre si celebra la più importante delle commemorazioni della Resistenza altipianese, che vede sempre la presenza di migliaia di persone. Anche quest’anno domenica 3 settembre si è tenuta la sentita ricorrenza.

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Vera Brittain è sepolta a Granezza con il fratello Edward

Terra intrisa di tanto sangue, troppo. Spesso versato per alti e nobili ideali, altrettanto spesso per la follia e l’ottusità di generali inetti e ambiziosi che hanno mandato al macello senza pietà giovani innocenti e inconsapevoli. Fu durante la Prima Guerra Mondiale che l’Altipiano diventò luogo martire. Milioni di soldati gravitarono in quella zona per combattere: centinaia di migliaia furono le vittime. A Granezza al fianco delle truppe italiane erano schoerati, come nostri alleati, moltissimi soldati britannici i cui morti (più di mille) riposano in Altipiano in cinque cimiteri, considerati territorio inglese: Barenthal,
Cavalletto, Boscon, Magnaboschi e Granezza, tuttora luoghi solenni, accuditi ogni giorno da giardinieri professionisti sotto l’egida della Commonwealth Graves Commission.
Luoghi simbolo di ordine, pulizia, dignità e rispetto: immersi nel silenzio della natura che li avvolge a perpetuarne la memoria, quasi a scusarsi di quanto di efferato e ingiusto è stato perpetrato tra il 1915 e il 1918.
Proprio a Granezza c’è uno di quei cinque cimiteri: ospita 139 tombe, perlopiù di soldati giovanissimi. Il 15 giugno 1918 nella battaglia del Solstizio fu ucciso nei pressi il capitano Edward Brittain, 22 anni, e lì fu sepolto. Vera Brittain classe 1893 è l’unica sorella. Vera fu persona anticonformista, scrittrice e giornalista di vaglia, studiosa (iscritta ad Oxford), infermiera durante la guerra. Si occupò di diritti civili e si spese per il suffragio femminile. Nella Grande Guerra perse il fidanzato Roland Leigthon, i suoi due migliori amici Geoffrey Thurlow e Victor Richardson, il fratello Edward a cui era legata da un affetto enorme.
Nel 1933 pubblicò “Generazione perduta” (Testament of youth) in cui Vera descrive tutta la sua storia giovanile: un testo toccante, che esprime il suo pacifismo, l’avversione per l’obbrobrio della guerra, inutile e stupida, l’amore per i suoi cari.
Scrive Vera dopo la morte del fratello: “Avevo già cominciato a mettere da parte i soldi per un pellegrinaggio in quella terra deliziosa e dolorosa che aveva inghiottito le mie ultime speranze”.

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Il cimitero di Granezza è uno dei cinque cimiteri inglesi dell’Altopiano di Asiago, allestiti, poco dopo il termine del conflitto, sotto la direzione dell’architetto Robert Lorimer. Tutelati dalla Commonwealth War Graves Commission, che li cura e ne
garantisce la conservazione, vi giacciono complessivamente 1.024 caduti: gli altri quattro sono Val Magnaboschi, Barenthal, Boscon, Cavalletto; le spoglie dei soldati britannici non furono mai traslate, per espressa volontà della Madre Patria.

Nel settembre del 1921 realizzerà il suo obbiettivo di salire a Granezza. Lasciò in testamento che dopo la sua morte, avvenuta nel marzo 1970, fosse cremata e le sue ceneri sparse sulla tomba del fratello. La figlia Shirley cl 1930, che diventerà ministro inglese, esaudì il desiderio della mamma nel settembre dello stesso anno.
La vicenda credo sia abbastanza nota. L’ho ripresa per il viandante: se ti trovi in quei luoghi, caro amico delle montagne, non negarti l’emozione di entrare in quel piccolo camposanto.
Vai alla seconda fila, cerca l’ultima lapide a sinistra. Troverai Edward H. Brittain: potrai fermarti a meditare, portare un fiore, versare una lacrima.

Di Roberto Pellizzaro da Storie Vicentine n. 15-2023