
Nelle ultime ore la tensione attorno alla vertenza delle Acciaierie Valbruna è salita drasticamente. Da Bolzano a Vicenza si moltiplicano gli appelli a “fare presto” per sbloccare una situazione che mette a rischio la continuità operativa di un colosso della siderurgia italiana e, di conseguenza, i posti di lavoro.
Il bando indetto dalla Provincia autonoma di Bolzano per il diritto di superficie sull’area dello stabilimento altoatesino è andato ufficialmente deserto lo scorso 15 gennaio, aprendo una fase di profonda incertezza che riverbera pesantemente anche sulla sede centrale vicentina.
Sulla questione è intervenuto il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, sottolineando l’interdipendenza tra i due poli produttivi. “Sono 565 i lavoratori di Bolzano con le loro famiglie ostaggio di incertezze ormai da mesi”, ha dichiarato il leader della Lega, ricordando come la crisi non riguardi solo l’Alto Adige: “Nel vicentino altri 1.200 lavoratori attendono la positiva chiusura di una vicenda che si trascina da troppo tempo“.
Salvini chiede di superare lo stallo dei bandi deserti procedendo a una trattativa diretta per la vendita del terreno all’azienda, definendola l’unica strada per garantire investimenti e stabilità occupazionale.
Parallelamente, le sigle sindacali Fim, Fiom e Uilm hanno incontrato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, lo scorso 7 febbraio presso il Commissariato del Governo a Bolzano. In una nota congiunta, le organizzazioni hanno espresso un rifiuto categorico verso l’ipotesi di un nuovo bando, che non verrebbe compreso dai lavoratori.
Secondo i rappresentanti dei metalmeccanici, la soluzione più idonea è la cessione delle aree all’azienda per eliminare i lacciuoli burocratici e permettere nuovi investimenti. “È necessaria una trattativa trasparente – concludono i sindacati – che garantisca la continuità industriale e metta al riparo il territorio da possibili operazioni speculative, grazie alla presenza di un soggetto terzo come garante”.
Anche a Vicenza il clima resta caldo. Il consigliere comunale di “Per una Grande Vicenza”, Raffaele Colombara, ha presentato un’interpellanza urgente per chiedere alla Giunta Possamai aggiornamenti sui passaggi istituzionali in corso.
“Dopo la mozione votata all’unanimità dal Consiglio comunale – spiega Colombara – è necessario un chiarimento sul ruolo del Governo e sul futuro di un’azienda strategica. Vicenza e Bolzano sono un tutt’uno: l’espulsione dell’impresa dai compendi bolzanini causerebbe danni irreversibili all’intero gruppo e alla nostra economia locale”.





































