Vicenza, Chiesa di Santa Corona e chiostri: accordo con la Soprintendenza. Via libera a messa in sicurezza sismica e restauro

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La giunta comunale di Vicenza ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica degli interventi di verifica del rischio sismico, riduzione della vulnerabilità strutturale e restauro della chiesa di Santa Corona e dei chiostri, dando attuazione all’accordo sottoscritto con la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza e avviando concretamente l’iter per la realizzazione di un intervento importante per la tutela del patrimonio storico-architettonico cittadino.

L’intervento rientra nel programma nazionale di prevenzione del rischio sismico sugli edifici di interesse culturale, finanziato con risorse del ministero della Cultura riservate alla Regione del Veneto. Nell’ambito di tale programmazione, il complesso monumentale di Santa Corona è stato individuato come bene di particolare rilevanza storico-culturale, caratterizzato da un’elevata fruizione pubblica e da criticità strutturali che richiedono interventi non più rinviabili.

L’importo complessivo del progetto ammonta a 644.838,35 euro. Il finanziamento di 535.000 euro è assicurato dal ministero della Cultura tramite la Soprintendenza, mentre il Comune di Vicenza partecipa con un cofinanziamento di 109.838,35 euro, stanziato con risorse proprie.

“Si tratta di un impegno economico rilevante – dichiara l’assessore ai lavori pubblici Cristiano Spiller – che testimonia la volontà dell’amministrazione comunale di affiancare lo Stato nella salvaguardia dei beni culturali ed è un elemento importante della strategia dell’amministrazione per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico della città. La chiesa di Santa Corona e i chiostri sono luoghi di straordinario valore architettonico, che necessitano oggi di interventi strutturali non più rinviabili per garantire la sicurezza delle persone e la conservazione dell’edificio nel lungo periodo. La messa in sicurezza sismica e la riduzione della vulnerabilità strutturale non sono solo un dovere nei confronti di un bene monumentale, ma costituiscono anche il presupposto indispensabile per restituire questi spazi a una piena e qualificata fruizione pubblica. Investire sulla sicurezza significa creare le condizioni perché Santa Corona possa continuare a essere vissuta come luogo di cultura, di incontro e di partecipazione, nel rispetto della sua storia e della sua funzione civica”.

In base all’accordo tra le due amministrazioni, la Soprintendenza riveste il ruolo di ente finanziatore e liquidatore, mentre il Comune di Vicenza opera come ente attuatore e stazione appaltante, curando tutte le attività amministrative, tecniche e autorizzative necessarie alla realizzazione dell’intervento.

Il progetto è il risultato di un articolato percorso tecnico-amministrativo avviato negli anni scorsi e recentemente completato grazie all’affidamento di specifiche attività di rilievo e progettazione. In particolare, sono stati eseguiti rilievi avanzati tramite tecnologia laser scanner (Scan to Bim) e approfondite indagini strutturali, propedeutiche alla valutazione della vulnerabilità sismica dell’intero complesso architettonico.

Le analisi hanno evidenziato la presenza di situazioni di vulnerabilità strutturale dovute a degrado dei materiali, discontinuità costruttive e insufficiente capacità di collegamento tra gli elementi portanti. Gli interventi previsti dal progetto riguardano in modo prioritario i fabbricati e i portici del chiostro dove sono state riscontrate le maggiori criticità.

Nel dettaglio, sono previsti interventi di consolidamento del vano scala in calcestruzzo armato, la rimozione di elementi murari incongrui e la ricostruzione di parti strutturali al fine di migliorare il comportamento sismico dell’edificio, lo smontaggio e la ricostruzione del solaio di copertura in legno inserendo catene metalliche per il rinforzo delle murature esterne. Sono inoltre previste opere di messa in sicurezza degli edifici gravemente danneggiati o pericolanti, il consolidamento delle colonne del portico, il risanamento delle lesioni esistenti e il successivo ripristino delle finiture strettamente connesse agli interventi strutturali.

Considerata la tipologia delle lavorazioni previste, che non comportano scavi o interventi sul sottosuolo, non si è resa necessaria l’attivazione della procedura di verifica preventiva dell’interesse archeologico. Il progetto è stato comunque trasmesso alla Soprintendenza competente per l’espressione del parere di competenza, in coerenza con le disposizioni in materia di tutela.

Con l’approvazione del progetto di fattibilità tecnico-economica e la dichiarazione di immediata eseguibilità, il Comune di Vicenza può ora proseguire con le successive fasi progettuali e procedurali, nel rispetto delle tempistiche previste dal finanziamento ministeriale, con l’obiettivo di garantire la conservazione, la sicurezza e la piena fruibilità di un bene di straordinario valore storico, artistico e identitario per la città.