“Vicenza. Città quasi bellissima” di Tommaso De Beni, il 12 marzo nuova presentazione allo Spazio Galla alle 17.45 con Elena Agosti

Alessia Iselle ha dialogato con l'autore e col pubblico al Vicenza Time Cafè il 9 marzo. Dopo il successo il 12 marzo nuova presentazione allo Spazio Galla alle 17.45 con Elena Agosti, direttrice e conservatrice della Casa Museo Villa Lattes ad Istrana (Treviso).

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Dopo i primi lanci nell’ambito delle presentazioni di VicenzaPiù Viva, ieri sera “Vicenza. città (quasi) bellissima”, già presente nelle mani di molti lettori, che lo hanno acquistato a solo 12 euro nelle librerie, oltre che sul nostro shop e, ovviamente, su Amazon, ha debuttato nel primo di una serie di incontri pubblici al Vicenza Time Cafè il 9 marzo (primo lancio il 10 marzo alle 22.52, ndr).

La prossima presentazione di “Vicenza. Città (quasi) bellissima” è programmata per il 12 marzo alle 17.45 allo Spazio Galla della libreria Galla 1880 in Corso Palladio 11 con la moderazione di Elena Agosti, direttrice e conservatrice della Casa Museo Villa Lattes ad Istrana (Treviso).

È più facile, intanto, raccontare quella di sabato 9 marzo e le sue sollecitazioni e riflessioni rimandando al video integrale pubblicato di seguito piuttosto che alle mie parole, anche se curatore delle due collane di libri dell’Editoriale Elas, che pubblica anche questa testata e lo storico mensile cartaceo VicenzaPiù Viva. Ma ci provo…

Con l’autore Tommaso De Beni e con il numeroso pubblico presente al Vicenza Time Café in Contrà Mura Porta Nova 28 e accolto dalla gentilissima padrona di casa, Carina Bianchi,  il 9 marzo ha dialogato Alessia Iselle, la location manager vicentina di nascita e di residenza ma molto nota nei set cinematografici di tutt’Italia che contribuisce a “scenografare” come abbiamo scritto su VicenzaPiù Cool di gennaio.

Visti i risultati della nostra idea editoriale di attivare una rubrica titolata “Gli orrori di Vicenza“, affidata ad un altro autore, l’abbiamo, poi, elaborata per trasformarla da una triste elencazione delle “brutture” di Vicenza in una sorta di suggerimenti di interventi sui manufatti deturpati dal tempo e dall’incuria o realizzati, anche recentemente, senza pensare nemmeno per un attimo che la loro “location” era Vicenza, città patrimonio mondiuale dell’Unesco.

Se la prima lettura della rubrica puntava il dito anche contro i possibili responsabili, la stesura del libro, fin dal suo titolo Vicenza. Città (quasi) bellissima, puntava a una sua rivisitazione in termini di sensibilizzazione della città e, soprattutto, dei giovani per coinvolgerli non nel cercare le colpe ma per individuare le soluzioni.

Come fare in modo, come ha chiesto anche Alessia Iselle a Tommaso De Beni in uno dei suoi stimolanti interventi, che le riflessioni, da fare presto ma da attuare nei tempi possibili, possano portare a non accontentarsi pigramente e “vicentinamente” delle bellezze palladiane ma a conservare queste e ad attorniarle ed esaltarle col recupero di quelle “violentate”.

Per De Beni, ma anche la lettura di “Vicenza. Città quasi bellissima“, a cui vi lasciamo, se vorrete, lo fa capire, bisogna recuperare la coscienza del bello e la partecipazione dei cittadini, specialmente i più giovani, a cui, insieme al Palladio, è dedicato il libro.

Solo con una ritrovata partecipazione critica, quando serve e costruttivamente, verso il publico e il privato, si potrà fare in modo che il “brutto recente”, uno su tutti l’insediamento di Borgo Berga, con la sagoma incombente del Tribunale, venga ricoperto, ad esempio, dal verde verticale, per il quale, ha sottolineato Iselle, primeggiano proprio aziende vicentine.

E che quello più datato, come la piazza di fronte allo stupendo Palazzo Chiericati, non venga più oppressa dai fumi delle auto e dallo scempio del vicino parcheggio e, per una sorta di legge del “contrappasso”, venga liberata dagli alberi postumi e non autoctoni che la occupano, i pini.

Solo così gli occhi dei turisti e dei vicentini potranno tornare a godere, magari arrivandoci in bici (altro tema di Vicenza. Città quasi bellissima e della serata la mobilità verde), della visione del palazzo, stupendo fuori e ricco, dentro, di tesori d’arte.