Vicenza-Cremonese, il sesto stop consecutivo al debutto di Brocchi apre il tema salvezza? L’opinione di Gianni Poggi

231
Davide Diaw, il migliore del Vicenza con la Cremonese
Davide Diaw, il migliore del Vicenza con la Cremonese

È già ora di pensare alla salvezza? Forse è ancora presto ma, nella situazione in cui è oggi il Vicenza, è meglio accantonare sogni di gloria e planare realisticamente su questo obbiettivo: il mantenimento della categoria. Poi, se le cose dovessero repentinamente cambiare e i biancorossi mettessero il turbo scalando la classifica, tanto meglio.

Se preferiamo tenere i piedi per terra, dobbiamo guardare i dati: il Lane ha vinto l’ultima volta il 10 maggio battendo al Menti la Reggiana per 2-1 nell’ultima partita del campionato 2020-2021. Nella nuova stagione è ancora a quota zero, perché ha perso le tre amichevoli precampionato (con Cagliari, Lecce e Sassuolo), il match di Coppa Italia con l’Empoli e le prime sei partite di campionato. Aggiungiamo che ha pareggiato l’amichevole con l’Arzichiampo, squadra non professionistica, e questo è l’unica occasione in cui non è stato sconfitto.

I biancorossi sono ultimi in classifica in Serie B, staccati di sedici punti dal capolista Pisa e a -7 dalla zona salvezza. Il Vicenza è l’unica squadra ancora senza punti di tutti i campionati professionistici nazionali. Nel dettaglio del rendimento, poi, è la seconda peggiore (insieme al Como) nei gol segnati, che sono solo quattro, e quartultima nella classifica delle reti subite (dodici) dopo Crotone, Pordenone e Alessandria. Con una differenza reti -8 è pari alla stessa Alessandria, peggio ha fatto solo il Pordenone con -13. Le statistiche, quindi, inquadrano il Lane in zona retrocessione.

Nemmeno uno dei diciotto punti in palio finora è entrato nel bilancio biancorosso e questo deficit crea un gap che non si deve sottovalutare perché, per recuperarlo, è necessario avviare al più presto una serie di risultati positivi che, al momento, non sembrano però alla portata del Vicenza.

La prossima partita con il Pordenone ha già valore di spareggio-salvezza: se i biancorossi dovessero uscirne sconfitti, la situazione diventerebbe davvero preoccupante. La trasferta a Lignano è quindi la prima partita-cardine di questo campionato.

La sconfitta con la Cremonese dev’essere valutata come interlocutoria. Il cambio di allenatore avvenuto solo quattro giorni prima, le tre gare in una settimana, gli infortuni hanno senz’altro penalizzato il Vicenza e, quindi, per individuare delle prospettive bisogna necessariamente aspettare l’esito delle partite di ottobre. Che, per altro, non sono proprio facilissime, visto che, dopo Pordenone, in calendario ci sono la Reggina in casa e la Ternana in trasferta, per chiudere il mese di nuovo al Menti con il Monza. Sforando in novembre, il primo impegno è a Parma. Non è proprio un percorso agevole quello che si prospetta per il Vicenza, che ha meno di un mese a disposizione per cambiare passo e trovare continuità.

Brocchi non ha fatto rivoluzioni nel suo debutto sulla panchina biancorossa. La squadra messa in campo l’avrebbe probabilmente schierata anche Di Carlo, il modulo non è cambiato e, fino all’espulsione di Calderoni, si è rivisto il consueto 4-3-1-2 con il centrocampo a rombo. Anche Brocchi ha scelto come trequartista Proia, che non ha dimostrato nemmeno stavolta di esserlo, e come regista Rigoni. Vero che non c’erano molte scelte a disposizione nel reparto, ma, neanche in questa occasione, il numero 30 vicentino è stato adatto al ruolo. Se l’ex allenatore del Monza continuerà a utilizzare questo modulo, dovrà contare sul rientro di Taugourdeau per dare un senso a un centrocampo che, altrimenti, resta acefalo e privo di fosforo. Il centrocampista francese è arrivato a Vicenza ormai da un mese, si è visto in campo solo per uno spezzone di gara, poi è andato in retrovia per carenza di preparazione e per infortunio. È evidente che, quando si acquista un giocatore-cardine, negli ultimi minuti dell’ultimo giorno di calciomercato, poi si paga inevitabilmente pegno. Ma ciò non è colpa dell’allenatore.

Brocchi deve al più presto trovare una soluzione anche per la difesa, che è ormai un punto debole: una media di due gol incassati a partita mette a fuoco che il reparto è tutt’altro che impermeabile. Sono soprattutto i due difensori esterni a risultare meno convincenti, e, infatti, se ne sono accorti anche gli allenatori avversari che – come si è visto – hanno puntualmente attaccato la difesa vicentina sulle corsie esterne. Calderoni, espulso nella partita con la Cremonese, salterà per squalifica la gara con il Pordenone e la sua sostituzione è problematica perché Bruscagin è lungodegente e l’unico terzino sinistro a disposizione è Thomas Sandon, che, però, è un 2003 e, schierandolo, si corre un bel rischio.

Problemi anche in attacco. L’infortunio di Lanzafame e l’ormai palese inadeguatezza di Mancini riducono le scelte a tre: Diaw, Meggiorini e Longo. Di Carlo non è mai riuscito a dare un gioco offensivo convincente, incaponendosi in un accanito turn over di giocatori e in scelte tattiche non sempre comprensibili. Quella che è sempre mancata, quando il modulo di Mimmo prevedeva due attaccanti, è stata l’intesa fra gli stessi e non solo sotto il profilo dei movimenti reciproci quanto, piuttosto e soprattutto, sotto quello del giocare insieme. I gol delle punte, l’anno scorso, sono nati quasi sempre da prodezze individuali. Brocchi deve trovare il modo di far collaborare i suoi attaccanti, spesso – è giusto riconoscerlo – costretti agli individualismi anche per mancanza di supporto dai compagni.

Articolo precedenteMonumento alpini davanti alla stazione, ragionier Maddalena: “fa piangere Palladio nella sua Vicenza”
Articolo successivoPusher denunciato dalla polizia locale di Vicenza per spaccio di cocaina a Campo Marzo
Gianni Poggi
Gianni Poggi risiede e lavora come avvocato a Vicenza. È iscritto all’Ordine dei giornalisti come pubblicista. Le sue principali esperienze giornalistiche sono nel settore radiotelevisivo. È stato il primo redattore della emittente televisiva vicentina TVA Vicenza, con cui ha lavorato per news e speciali ideando e producendo programmi sportivi come le telecronache delle partite nei campionati del Lanerossi Vicenza di Paolo Rossi, i dopo partita ed il talk show «Assist». Come produttore di programmi e giornalista sportivo ha collaborato con televisioni locali (Tva Vicenza, TeleAltoVeneto), radio nazionali (Radio Capital) e locali (Radio Star, Radio Vicenza International, Rca). Ha scritto di sport e di politica per media nazionali e locali ed ha gestito l’ufficio stampa di manifestazioni ed eventi anche internazionali. È stato autore, produttore e conduttore di «Uno contro uno» talk show con i grandi vicentini della cultura, dell’industria, dello spettacolo, delle professioni e dello sport trasmesso da TVA Vicenza. Ha collaborato con la testata on line Vvox per cui curava la rubrica settimanale di sport «Zero tituli». Nel 2014 ha pubblicato «Dante e Renzo» (Cierre Editore), dvd contenente le video interviste esclusive a Dante Caneva e Renzo Ghiotto, due “piccoli maestri” del libro omonimo di Luigi Meneghello. Nel 2017 ha pubblicato per Athesis/Il Giornale di Vicenza il documentario «Vicenza una favola Real» che racconta la storia del Lanerossi Vicenza di Paolo Rossi e G.B. Fabbri, distribuito in 30.000 copie con il quotidiano. Nel 2018 ha pubblicato il libro «Da Nobile Provinciale a Nobile Decaduta» (Ronzani Editore) sul fallimento del Vicenza Calcio e «No Dal Molin – La sfida americana» (Ronzani Editore), libro e documentario sulla storia del Movimento No Dal Molin. Nel 2019 ha pubblicato per Athesis/Il Giornale di Vicenza e Videomedia il documentario «Magico Vicenza, Re di Coppe» sul Vicenza di Pieraldo Dalle Carbonare e Francesco Guidolin che ha vinto nel 1997 la Coppa Italia. Dal 9 settembre è la "firma" della rubrica BiancoRosso per il network ViPiù, di cui cura anche rubriche di cultura e storia.