
Sabato pomeriggio a Vicenza il corteo del Comitato 10 Febbraio per commemorare i martiri delle foibe e l’esodo istriano, giuliano e dalmata. Presenti cittadini, molti giovani e amministratori locali. Il presidente Stella: “Ricordo ormai patrimonio nazionale”, ma critica l’assenza del Comune.
Si è svolto sabato pomeriggio, nel centro storico di Vicenza, il corteo organizzato dal Comitato 10 Febbraio di Vicenza, in vista del Giorno del Ricordo del 10 febbraio, dedicato alla commemorazione dei martiri delle foibe e dell’esodo istriano, giuliano e dalmata (nella foto tra i partecipanti, oltre a Stella, si riconoscono i parlamentari Pretto e Giovine, il presidente della provincia Andrea Nardin, alcuni sindaci e i consiglieri comunali di Vicenza Naclerio, Conte e Sorrentino, ndr).
Comitato 10 Febbraio: a Vicenza per il Giorno del ricordo
La manifestazione ha attraversato le vie cittadine con un lungo serpentone di tricolori, coinvolgendo numerosi cittadini e attirando una partecipazione che gli organizzatori definiscono significativa, anche per la presenza di molti giovani. Un segnale, secondo il Comitato, di come la memoria di quelle vicende storiche stia trovando uno spazio sempre più riconosciuto nel dibattito pubblico nazionale.

«È stata un’emozione indescrivibile – ha dichiarato Leonardo Stella – vedere il nostro centro storico attraversato da un lungo corteo di tricolori, in ricordo dei nostri martiri. Con noi c’erano anche i parenti di Norma Cossetto, che hanno dato particolare lustro alla cerimonia».

Stella ha sottolineato in particolare il valore simbolico e civile della partecipazione: «La soddisfazione più grande è stata vedere sfilare insieme cittadini di ogni età, moltissimi dei quali giovanissimi, assieme a tanti rappresentanti delle istituzioni, tra cui numerosi sindaci e assessori dei Comuni della provincia. È la dimostrazione che il Ricordo è ormai entrato nella nostra memoria nazionale».
Nel corso della manifestazione non sono mancati i riferimenti al ruolo delle istituzioni e al percorso, ancora in evoluzione, di riconoscimento pubblico delle vicende del confine orientale, a lungo rimaste ai margini della narrazione storica ufficiale. Un tema che, negli ultimi anni, continua a suscitare sensibilità diverse e talvolta contrapposte.
Proprio su questo aspetto il presidente del Comitato ha espresso una nota critica: «Mi rammarico – ha concluso Stella – che l’amministrazione comunale di Vicenza, la città che ha ospitato questa manifestazione, non abbia voluto essere presente e non abbia nemmeno risposto al nostro invito».
Un’assenza che, secondo gli organizzatori, lascia aperto il dibattito sul rapporto tra memoria storica, istituzioni locali e iniziative promosse dalla società civile. In un contesto in cui il Giorno del Ricordo continua a rappresentare un terreno sensibile, il corteo di sabato ha comunque confermato la volontà del Comitato 10 Febbraio di presidiare lo spazio pubblico cittadino per mantenere viva l’attenzione su una pagina dolorosa della storia del Novecento italiano.

































