
Domani, sabato 14 marzo 2026, a partire dalle 15 al parcheggio della scuola di Via Prati di Vicenza, partirà una manifestazione contro la Guerra.
L’iniziativa è di un gruppo di sigle: Donne per la Palestina – Vicenza, No Military Bases – Vicenza, Vicenza per la Palestina, Intifada Studentesca, C.S.O. Bocciodromo, Caracol Olol Jackson, Adl Cobas. Questo il messaggio: “Vicenza non vuole essere complice: Blocchiamo gli ingranaggi della guerra globale, blocchiamo le basi“.
Il riferimento è alle basi militari Usa presenti in città “L’aggressione da parte degli Usa e di Israele al regime iraniano sta scatenando, com’era prevedibile, un’escalation drammatica. Attacchi militari coordinati da Stati Uniti e Israele hanno provocato stragi di civili innocenti, distrutto obiettivi militari e scuole ed infrastrutture civili, in una spirale di violenza e distruzione che sembra solo agli inizi”, fanno sapere i promotori della manifestazione contro la guerra a Vicenza.
Viene sottolineato come il vero scopo del conflitto sia il controllo delle risorse petrolifere e non l’allarme nucleare o il regime dittatoriale iraniano.
“La guerra – aggiungono gli organizzatori – passa anche da qui. Vicenza, con la presenza militare statunitense consolidata sul proprio territorio, non è un luogo neutrale nella geografia dei conflitti globali. Le basi militari presenti in città sono parte di una rete logistica attraverso cui transita personale, mezzi, equipaggiamenti e materiali destinati a molte operazioni militari in corso.
Queste infrastrutture non sono elementi marginali: sono ingranaggi concreti della macchina di guerra che oggi alimenta l’escalation nel Medio Oriente e sostiene gli interessi militari di Stati Uniti e Israele su scala internazionale.
Non possiamo accettare che Vicenza diventi retrovia silenziosa di questa escalation. Bloccare le complicità e le infrastrutture della guerra nei territori è un dovere storico”.
I promotori infine chiedono che il governo italiano “prenda una posizione netta e chiara contro la guerra a partire dal rifiuto all’autorizzazione dell’ uso delle basi”.































