
A Vicenza cerimonia per l’81° anniversario dell’uccisione del partigiano Dino Carta. Il sindaco Possamai, presente anche il neo consigliere regionale Antonio Marco Dalla Pozza, richiama i valori della Resistenza: diritto contro la forza, pace contro la guerra, dignità contro la sopraffazione.
Vicenza ha ricordato questa mattina il partigiano Dino Carta, a 81 anni dalla sua uccisione avvenuta nel 1945, con una cerimonia ufficiale in via Ottone Calderari, nel luogo dove il giovane combattente della Resistenza perse la vita. Alla commemorazione ha partecipato il sindaco Giacomo Possamai, insieme ai rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni combattentistiche e del mondo dell’antifascismo vicentino.

L’orazione ufficiale della cerimonia è stata affidata a Michele Garbin e Martina Tassetto, esponenti della sezione giovanile dell’Anpi “Battaglione Amelia”, a testimonianza di un passaggio di memoria tra generazioni. Un segnale forte di continuità, che conferma come il ricordo della Resistenza resti un riferimento vivo per la coscienza civile della città.

L’iniziativa di oggi è stata organizzata dal Comune di Vicenza e dal Comitato provinciale dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia, in accordo con la Confederazione delle associazioni combattentistiche e con il Forum delle associazioni antifasciste e della Resistenza. Davanti alla lapide dedicata a Dino Carta è stata deposta una corona d’alloro, in un momento di raccoglimento che ha unito memoria storica e riflessione sul presente.

Nel suo intervento, il sindaco Possamai ha sottolineato come il ricordo della figura di Dino Carta non possa limitarsi a un omaggio formale al passato. «Ricordare Dino Carta – ha affermato – significa interrogare il presente». Un presente che, secondo il primo cittadino, è segnato dal ritorno della guerra come strumento di potere, dall’indebolimento delle regole internazionali e dall’idea pericolosa che la forza possa sostituire il diritto.
Possamai ha richiamato i conflitti e le crisi in corso in diverse aree del mondo, dall’Europa orientale al Medio Oriente, fino all’America Latina, come segnali evidenti di quanto sia fragile l’equilibrio su cui si fonda la convivenza tra i popoli. «Ogni guerra, ovunque avvenga, è una sconfitta dell’umanità», ha ribadito, collegando il sacrificio dei partigiani alle sfide contemporanee.
Il passaggio centrale del discorso ha richiamato il senso profondo della scelta compiuta da Dino Carta e da tanti giovani della Resistenza: «Oggi come allora – ha detto Possamai – dobbiamo difendere il diritto contro la forza, la pace contro la guerra, la dignità contro la sopraffazione». Valori che, secondo il sindaco, non appartengono solo alla storia ma costituiscono una responsabilità attuale, che riguarda il presente e il futuro delle comunità democratiche.
































