Scuole vicentine, Rifondazione Comunista contro Azione Studentesca: “Stop alla delazione politica”

72
azione studentesca vicenza scuola schedatura rifondazione

La federazione della provincia di Vicenza di Rifondazione Comunista reagisce duramente alla circolazione di volantini in alcune scuole della provincia di Vicenza. L’iniziativa, promossa dal gruppo di destra Azione Studentesca, invitava gli studenti a segnalare episodi di presunta propaganda in aula da parte di “insegnanti di sinistra“.

Il caso è esploso dopo che alcuni media, anche nazionali, hanno riportato il racconto di uno studente vicentino riguardante un professore di storia che avrebbe definito gli alpini “criminali”. Un episodio che ha innescato una spirale di polemiche e la successiva mobilitazione delle organizzazioni giovanili di destra nelle scuole del territorio.

Secondo la segreteria provinciale di Rifondazione Comunista, quanto sta accadendo è “grave e inaccettabile”, configurandosi come un atto di delazione politica. Per la federazione berica, non si tratta di pluralismo ma di una vera e propria schedatura volta a intimidire la libertà di insegnamento e il ruolo educativo della scuola pubblica.

“Non accettiamo censure preventive, né dai fascistelli in cerca di visibilità, né dai fascistoni che occupano il potere istituzionale”, attacca il partito. Rifondazione esprime piena solidarietà ai docenti colpiti e agli studenti che hanno denunciato i fatti, sottolineando come colpire un insegnante significhi ferire l’intera comunità scolastica.

Secondo gli esponenti di sinistra, queste iniziative sono alimentate da un clima persecutorio e sostenute dalle recenti circolari del Ministero dell’Istruzione (novembre e dicembre 2025). Tali direttive rappresenterebbero uno strumento di controllo ideologico che, con il pretesto del pluralismo, limita l’autonomia didattica su temi come il conflitto in Palestina.

“Chi parla di neutralità vuole in realtà una scuola muta, addomesticata e incapace di formare coscienze critiche“, prosegue la nota della segreteria. Rifondazione invita dunque docenti, studenti e dirigenti a respingere collettivamente ogni applicazione repressiva delle circolari ministeriali e a organizzare la necessaria risposta sindacale.

La federazione chiede infine alle istituzioni di intervenire immediatamente per fermare quella che definisce una “deriva liberticida”. L’appello conclusivo è netto: la scuola deve restare un luogo di confronto libero, estraneo a pratiche di controllo politico che appaiono distanti dai valori della Costituzione nata dalla Resistenza.