Vicenza, settimana corta e trasporti: il consigliere Colombara rilancia “no al sabato a casa, SVT cambi approccio”

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Davanti a stazione bus SVT incontro molto partecipato con Raffaele Colombara, capogruppo di Per una grande Vicenza
Davanti a stazione bus SVT incontro molto partecipato con Raffaele Colombara, capogruppo di Per una grande Vicenza

A Vicenza incontro partecipato su settimana corta e trasporto pubblico del sabato. Genitori, studenti e insegnanti chiedono di rivedere le scelte di SVT. Il consigliere Colombara: “Non solo conti, servono risposte ai bisogni del territorio”.

Il dibattito sulla settimana corta nelle scuole superiori e sul servizio di trasporto pubblico del sabato torna al centro dell’attenzione a Vicenza. Questa mattina un incontro molto partecipato con Raffaele Colombara, capogruppo di Per una grande Vicenza, che ha visto la presenza di circa 60 persone tra genitori, studenti e insegnanti, unite dalla richiesta di riconsiderare le scelte adottate negli ultimi mesi. Un confronto che si inserisce nel solco delle critiche già sollevate sul futuro e sulla gestione di SVT, recentemente al centro di un duro intervento del consigliere comunale Raffaele Colombara.

SVT cambi approccio, Colombara rilancia “no al sabato a casa”

L’incontro ha messo in evidenza, attraverso testimonianze dirette, le ricadute concrete della riorganizzazione scolastica e dei trasporti sulla vita quotidiana delle famiglie. Non solo aspetti didattici, ma anche problemi organizzativi, sociali e lavorativi: dalla gestione dei tempi di studio alle attività pomeridiane, dalla conciliazione tra scuola e lavoro dei genitori fino alle difficoltà di spostamento per chi il sabato continua a lavorare.

Raffaele Colombara al centro tra studenti e genitori davanti alla stazione bus di SVT
Raffaele Colombara al centro tra studenti e genitori davanti alla stazione bus di SVT

La sensazione condivisa dai partecipanti è che la scelta della settimana corta, accompagnata dalla riduzione del servizio di trasporto pubblico del sabato, sia stata di fatto calata dall’alto, senza un reale coinvolgimento di chi scuola e autobus li vive ogni giorno. Da qui una posizione netta emersa nel confronto: no al “sabato a casa” per gli studenti e sì alla ricerca di soluzioni alternative che garantiscano il diritto allo studio senza scaricare i costi organizzativi su famiglie e lavoratori.

Un punto centrale del ragionamento riguarda proprio il concetto di diritto allo studio. Se davvero lo si vuole tutelare, è stato ribadito, occorre affrontare il tema in modo strutturale, con idee chiare, risorse adeguate e un servizio di trasporto pubblico all’altezza. Non, al contrario, utilizzare la scuola come giustificazione per scelte che finiscono per ridurre l’offerta complessiva del servizio urbano.

Il tema richiama direttamente le critiche espresse nei giorni scorsi dal consigliere comunale Colombara, che ha parlato apertamente di una gestione SVT troppo concentrata sugli equilibri finanziari e poco sulla missione di servizio pubblico. Anche dall’incontro di oggi emerge con forza la richiesta di un cambio di approccio: un’azienda di trasporto pubblico non può limitarsi a una logica contabile, ma deve rispondere alle esigenze reali del territorio, degli studenti e delle famiglie.

Tra le proposte emerse, la volontà di proseguire il confronto, allargandolo ad altri genitori, studenti, insegnanti e anche ai lavoratori del trasporto pubblico. L’obiettivo è costruire una piattaforma condivisa per chiedere a SVT e ai soci pubblici, Comune e Provincia di Vicenza, una riconsiderazione delle decisioni adottate.

Nei prossimi giorni sono attese nuove iniziative e forme di interlocuzione istituzionale, affinché il tema venga affrontato in modo trasparente, partecipato e responsabile. Un segnale che il dibattito sulla settimana corta e sui trasporti non è affatto chiuso e che, a Vicenza, la richiesta di un servizio pubblico più vicino ai bisogni delle persone continua a crescere.