
Dopo le critiche politiche sulla gestione SVT, USB Lavoro privato Vicenza denuncia una disorganizzazione strutturale: carenze di personale, evasione tariffaria, mancanza di trasparenza e gravi rischi per lavoratori e utenti.

Dopo le critiche politiche di Raffaele Colombara sulla gestione della Società Vicentina Trasporti, la situazione di SVT torna al centro dell’attenzione con una dura presa di posizione sindacale. L’Unione Sindacale di Base – Federazione Lavoro Privato Veneto, per voce del referente vicentino Massimo D’Angelo, parla di una condizione di “grave disorganizzazione” ormai strutturale, che mette a rischio lavoratori e utenti del trasporto pubblico locale a Vicenza.
Secondo USB, una delle criticità principali riguarda la cronica carenza di personale di officina, con bandi di assunzione che continuano ad andare deserti a causa di trattamenti economici giudicati inadeguati e poco competitivi. A questa situazione si aggiunge l’utilizzo improprio del cosiddetto “gruppo controllo”, impiegato quotidianamente per coprire le mancanze di personale di guida, snaturandone il ruolo e compromettendo l’efficacia complessiva del servizio .
Le conseguenze, secondo il sindacato, sono sotto gli occhi di tutti: livelli di evasione tariffaria che avrebbero raggiunto picchi storici. Un fenomeno sul quale USB denuncia anche una mancanza di trasparenza, lamentando il ripetuto rifiuto dell’azienda a fornire dati certi e verificabili, nonostante le richieste avanzate nei tavoli di confronto sindacale .
Particolarmente grave, per l’organizzazione sindacale, è il tema della sicurezza. Un presidio adeguato delle fermate più critiche e un controllo efficace delle fasi di incarrozzamento degli studenti, sostiene USB, avrebbero potuto prevenire i recenti e drammatici episodi avvenuti a Noventa Vicentina e a Schio, dove giovani studenti sono rimasti feriti, in un caso con conseguenze irreversibili come l’amputazione di un arto .
Da anni, ricorda il sindacato, vengono denunciate condizioni di lavoro ritenute ormai inaccettabili: carichi eccessivi imposti unilateralmente, un’organizzazione del servizio che compromette la sicurezza e mette quotidianamente a rischio l’incolumità sia del personale viaggiante sia dell’utenza. In questo contesto, USB sottolinea che le responsabilità non possono ricadere solo sulla direzione aziendale, ma chiamano in causa anche il Consiglio di amministrazione e la proprietà pubblica, rappresentata da Comune e Provincia di Vicenza, che dovrebbero esercitare un ruolo di indirizzo e controllo .
Il quadro delineato dal sindacato si inserisce in una fase di crescente malcontento, aggravata dall’aumento delle tariffe che costringe cittadini e famiglie a sostenere costi sempre più elevati per biglietti e abbonamenti, a fronte di un servizio percepito come meno sicuro e meno efficiente. USB conclude annunciando che non resterà inerte e che metterà in campo tutte le iniziative necessarie per la tutela della salute, della sicurezza e della dignità dei lavoratori SVT e per la salvaguardia dell’utenza vicentina .

































