
Alcuni luoghi di Vicenza nascono (o risorgono) dalla stratificazione di vicende politiche, amministrative e sociali, e continuano a vivere grazie all’impegno di cittadini e persone che li hanno a cuore. Uno di questi è la Ex Centrale del latte, protagonista del libro Vicenza un luogo centrale” (collana Storia e Storie, 160 pagine, molte arricchite di foto di cronaca e le ultime 15 di foto storiche, editore L’altra stampa srl, 15 euro in libreria, sul nostro shop e su Amazon), presentato questa mattina nella sala della Parrocchia Cuore Immacolato di Maria, nota a tanti come CIM, nel quartiere San Bortolo dagli autori, i giornalisti Giovanni Coviello e Serena Balbo, con la moderazione del collega dell’ANSA Luca Pozza.

Assente per impegni istituzionali Francesco Rucco, erano presenti, assieme a tanti cittadini del quartiere S. Bortolo e a Giancarlo Albera, padrone di casa, animatore storico dei comitati per l’uso pubblico degli spazi della ex Centrale e fonte importante per la stesura del volume, ben tre dei quattro sindaci coinvolti nella storia della Ex Centrale del latte di Vicenza che hanno contribuito, anche loro e con Rucco, al volume con la redazione di una prefazione ciascuno: Enrico Hüllweck, Achille Variati e Giacomo Possamai. C’erano in prima fila anche gli assessori Leonardo Nicolai – ora protagonista della nuova vita degli spazi di Via Medici e anch’egli autore di un intervento nel libro, come i sindaci e l’ingegnere torinese Riccardo Pozzoli dell’allora “nuova” Centrale del Latte acquistata dai “piemontesi” che rappresentava – e Giovanni Selmo, Francesca Cremaro, Marketing & Communication oltre che Brand Manager della Centrale del Latte d’Italia S.p.a., Angelo Guzzo e Luigino Sibillin, portatori anche di importanti “memorie” di quell’epoca, e il segretario provinciale del Pd vicentino, Davide Giacomin.

Vicenza un luogo centrale
“Vicenza un luogo centrale” (sotto titolo siginificativo “Ex Centrale del latte: teatro costruito, stabilimento trasferito. Spazi pubblici da vitalizzare”) ha inizio con il racconto degli eventi che hanno portato alla vendita della Centrale del latte da parte dell’ex sindaco Hüllweck che ne ricavò i fondi per la costruzione del nuovo Teatro Comunale cittadino mantenendo per il Comune la proprietà degli spazi di Via Medici mentre le attività di produzione si trasferivano nel nuovo stabilimento di via Faedo a Vicenza est. Nel libro viene narrato il susseguirsi dei fatti attorno al vecchio stabilimento di via Medici e l’impegno profuso da Giancarlo Albera e dai residenti della zona per vederlo restituito al quartiere San Bortolo, carente di spazi sociali e di verde.
Attraverso una ricostruzione puntuale e documentata, Giovanni Coviello e Serena Balbo, che ha lavorato soprattutto e a lungo tra Biblioteca Bertoliana, archivi di Albera e confronti con i protagonisti, hanno raccontato come questo luogo — al centro del quartiere San Bortolo e della memoria collettiva — sia diventato un crocevia di progetti e speranze e un ponte simbolico tra passato e futuro.
Dopo la spiegazione della genesi del libro, che fa parte di una collana che vuole ricostruire Storia e storie vicentine, e della profonda attività di ricerca retrostante, il moderatore Pozza, che ha arricchito e, spesso, alleggerito la presentazione anche con i suoi personali ricordi, ha passato la parola ai sindaci, autori delle prefazioni, che hanno raccontato il loro personale impegno sulla Ex Centrale del latte.

Enrico Hüllweck, autore della “mossa” iniziale e della vendita alle Centrali di Torino e Brescia con un apporto finanziario di Granarolo ha sottolineato che “il fatto di essere un discendente della famiglia torinese di Camillo Benso di Cavour mi creò un rapporto migliore con i dirigenti della ditta torinese, che decisero di venire a Vicenza”).

Achille Variati, nato nel quartiere San Bortolo e che ha dunque vissuto in prima persona la mancanza di spazi di aggregazione e in cui i bambini potessero giocare, ha ricordato in particolare il suo desiderio (“volevo abbattere il muro che perimetrava la ex Centrale” e “trovare i quattrini” per demolire il vecchio edificio) e ha sottolineato come il libro racconti “passo passo una bella anche se faticosa strada guidata dalla partecipazione“.
Giacomo Possamai il cui impegno, insieme a quello di Nicolai e della Giunta, verte nella restituzione al quartiere e ai cittadini dello stabile ricostruito e rinnovato, ha concluso gli interventi dei tre primi cittadini da sindaco in carica a cui è affidato il compito di “Restituire la Centrale alla comunità”, che “significa dimostrare che anche i luoghi dimenticati possono tornare centrali“.

A chiudere gli interventi ufficiali, prima di alcune osservazioni dei presenti, è stato l’emozionante ma sempre battagliero Giancarlo Albera, portavoce e animatore da oltre vent’anni delle istanze (e delle speranze) dei membri del Comitato Ex Centrale del latte e del quartiere San Bortolo, che ha ricordato che tutto è cominciato proprio dalla sala del CIM, teatro di ben nove assemblee a cui hanno partecipato nel tempo i diversi politici che si sono susseguiti alla guida della città e a cui venivano presentate proposte e riflessioni.

Albera è stato fondamentale nella redazione del libro, poiché, come memoria storica delle attività del Comitato ha potuto non solo fornire materiale da inserire nella ricostruzione ma anche raccontare aneddoti originali ed umani di una grande vicenda di partecipazione pubblica: “ma ora dobbiamo portare a termine l’impresa e il 9 marzo ci riuniremo in assemblea, la decima della nostra storia, alle 20.30 sempre al CIM, per fare il punto sulla situazione e per portare all’Amministrazione attuale le nostre proposte ed idee perché gli spazi vivano anche per chi a questo quartiere ha dato vita da sempre“.
Lo spazio dell’ex Centrale inizia ora ad essere finalmente pubblico, simbolo di una rigenerazione urbana e di una pacifica lotta che ha dato i suoi frutti. Se Centrale, questo il nome attuale degli spazi e dell’edificio di Via Medicil, attualmente aperta per le attività selezionate nel corso dell’open call “Attiva la Centrale, è in attesa dell’affidamento a un gestore con il bando che verrà pubblicato nella prossima primavera, questo libro, col suo tributo alla storia vuole anche essere, hanno dichiarato i suoi autori a margine della presentazione, uno strumento che i residenti potranno utilizzare per ricordare agli amministratori cittadini gli impegni presi e tradurli da tradurre ora in una formulazione e in una gestione coerente del bando.
La vicenda della Ex Centrale del latte può e deve anche essere un monito per i giovani cittadini di oggi affinché possano prendere esempio dall’amore verso il proprio quartiere di un Comitato di cittadini che si sono spesi e si spenderanno per la restituzione di un luogo alla cittadinanza.
È solo la partecipazione, ce lo provano Albera e i suoi “vicini” di quartiere, presenti oggi e che dal 9 marzo “alzeranno” ancora la loro voce, civilmente e per questo ancora più forte, che porta a decisioni rispettose dell’interesse pubblico.
Il voltarsi da un’altra parte non dà poi alcun diritto di lamentarsi.
“Noi conoscevamo questi cittadini – ci hanno detto alla fine gli autori -, li abbiamo conosciuti più a fondo scrivendo il libro ed incontrandoli anche oggi. Sta ora agli amministratori pubblici continuare ad ascoltarli, nel rispetto delle reciproche competenze, ma peccato che la stampa “ufficiale” non abbia raccolto il nostro invito ad essere presente oggi. Noi, piccoli autori dell’editore L’altra stampa, avevamo e abbiamo lo scopo primario di avvicinare anche la stampa “normale” alla città della gente. Perché lontano dalla gente la stampa… muore”.





































