Vinitaly 2022, Patuanelli: vino italiano sul podio dell’Export nel 2021 rischia di trovarsi nel vortice della crisi per la nostra dipendenza energetica

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A Vinitaly un profluvio di calici di vino rosso e bianco
A Vinitaly un profluvio di calici di vino rosso e bianco

Ha appena chiuso il sipario la 54° edizione della Vinitaly. Protagonista del tappeto rosso il nettare di Bacco italiano che nel 2021 ha raggiunto un record con 7 miliardi di esportazione. Un successo, sinonimo di ripresa, smorzata dalle dichiarazioni del titolare delle Politiche Agricole, Carlo Patuanelli, presente alla prestigiosa kermesse enologica internazionale, tenutasi a Verona dal 10 al 13 aprile.

Il ministro Stefano Patuanelli
Il ministro Stefano Patuanelli

Secondo il ministro dell’Agricoltura «il vino nazionale ha resistito alla Pandemia con brillanti risultati di vendita, ma ora si confronta con una nuova crisi economica internazionale, causata dalla guerra Russo – Ucraina, che aggiunge alle imprese nuovi extra – costi di produzione. Oneri aggiuntivi sopraggiunti, determinati dagli aumenti nel settore delle fonti energetiche, anche del 100%».

Considerazioni che delineano una vera e propria emergenza, quella dell’aumento dei costi di produzione, che vede il comparto vitivinicolo particolarmente coinvolto per gli straordinari aumenti di materie prime funzionali alla propria produzione, quali vetro e carta, beni peraltro “onnienergivori“.

In questa prospettiva i 15 miliardi stanziati in generale dal Governo per la problematica energetica, a cui dopo Pasqua se ne aggiungeranno altri 5, potranno rallentare le difficoltà economico finanziare del comparto. Ma rimangono soluzioni palliative, misure tampone, che contribuiranno a implementare un mix di luci e ombre nei futuri piani aziendali delle imprese vitivinicole italiane. Un panorama grigio scuro che non stimola “ottimismo”.

Infatti «già molte aziende stanno producendo di meno poiché non riescono a contrastare il surplus del costo energetico – aggiunge Patuanelli – e non essendoci prospettive a breve di pace, l’Italia rischia di trovarsi nel fondo del vortice della crisi, asimmetrica, per la nostra dipendenza energetica».

Quindi una crisi strutturale è all’orizzonte per il vino made in Italy, che secondo il ministro dell’Agricoltura non trova alleati in l’Unione Europea, per mancanza di unità e di visione degli stessi appartenenti.

In questo quadro fosco e poco invitante l’esponente del Governo, sempre a Vinitaly, indica plausibile il ripensamento della produzione in un’ottica di processi economici sostenibili, che riorganizzino e razionalizzino le modalità produttive.

Sostenibilità dunque, è forse unica reale strategia per affrontare un futuro di precarietà produttiva, sperando di non dover ricorrere a quel famoso adagio tutto “enologico”: «una botte di vino può realizzare più miracoli che una chiesa piena di santi».

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Marco Spiandorello , padre di cinque figli,vive e risiede a Padova. Ha compiuto inizialmente gli studi professionali turistico alberghieri, completati con un percorso economico –giuridico all'Università di Perugia . Dopo giovanili esperienze lavorative nel settore turistico alberghiero in Italia e all’estero, in particolare in Svizzera, e l'assolvimento del servizio militare , ha iniziato l’attività imprenditoriale, giovanissimo, rilevando l’azienda di famiglia, un Centro di Formazione professionale di Padova. Contemporaneamente ha alternato esperienze lavorative , sempre in Italia e all’estero ,con l’insegnamento nella scuola pubblica e l’attività di cooperazione in particolare nel Paesi dell'Est Europa e dell'Africa Centrale . Nel 1994, dopo la partecipazione al concorso nazionale,viene immesso in ruolo dal Ministero della Pubblica Istruzione, in qualità di docente di scuola superiore per le discipline di marketing e laboratorio turistico alberghiero. L’insegnamento e l’esercizio della libera professione, oltre all’attività di impresa gli permettono di lavorare in diversi settori (istruzione e formazione professionale,industria turistica,pubblicaamministrazione,pmi,università’,agroalimentare,sicurezza,lavoro,termalismo,agroambiente,comunicazione pubblica,sociale, immigrazione e cooperazione),in quasi tutte le regioni italiane,e in diversi paesi esteri(Slovacchia,Spagna,Romania,Moldavia,Albania,Bielorussia,Ucraina,e Senegal). Solo negli anni 2000 si approccia a tematiche completamente diverse dall’origine del suo itinerario personale,organizzando azioni, e progettando studi, dedicati a due ambiti cruciali della vita del nostro Paese:l’Immigrazione e la Sicurezza pubblica insieme allo Sviluppo economico del territorio. Le sue esperienze professionali hanno registrato numerose attività, in qualità di organizzatore di eventi,missioni istituzionali e di cooperazione, oltre a diverse attività redazionali e giornalistiche a mezzo stampa e radiotelevisive. E' stato consulente degli Enti strumentali della Regione Veneto e Regione (Lazio Lavoro e Veneto Lavoro) negli anni 2003-2005 relativamente a progetti di formazione lavoro e gestione dei flussi migratori provenienti dalla Moldavia,Romania e Albania. Dal 2008 al 2015 è stato amministratore di diverse società di progettazione e gestione di attività di cooperazione nei settori turistico,culturale,economico e del lavoro in Ucraina,Albania,Moldavia e Romania. Dal 2013 al 2015 ha svolto l'incarico di direttore del CIMECT (Centro Internazionale della Moldavia per lo sviluppo della cultura turistica) presso l'Università di Stato Ion Creanga di Chisinau. Ha maturato numerose esperienze tecnico -politiche “dietro le quinte” collaborando come consulente esperto di consiglieri e amministratori locali e parlamentari nazionali ed europei dal 1990 al 2010 . Dal 2011 al 2015 e’ stato coordinatore della più’ grande struttura formativa nazionale Istituti Formazione Lavoro, accreditata nel settore del benessere , con più di 1000 allievi dislocati in quattro province del Veneto, allargando la sua esperienza nel settore della formazione professionale riconosciuta e finanziata avviata nel 1992. Quest’ultima esperienza gli ha permesso di erogare attività di servizio pubblico per la Pubblica amministrazione (Regione Veneto formazione ) con la conseguente acquisizione di conoscenze e competenze nei sistemi di processo della progettazione,controllo e rendicontazione delle risorse pubbliche nazionali ed europee . Dal 2012 al 2014 è stato professore incaricato dell'Università di Stato “I. Creanga” a chisinau (repubblica di moldavia) nel Master “protecţia juridică a patrimoniului arheologic”. Dal 2016 è rientrato a tempo pieno ad insegnare laboratorio e cultura enogastronomica presso l’Istituto Alberghiero “Pietro d'Abano di Abano Terme. Dal 2017 diverse collaborazioni pubblicistiche in particolare con il giornale on line ViPiù, oltre ad essere consulente esperto per diversi enti di formazione professionale accreditati nelle regioni Emilia Romagna,Veneto,Lombardia,Lazio e Puglia. Sta completando il proprio curriculum studiorum con ulteriore percorso di formazione umanisticapresso l'Università di Padova ( corso di laurea in Progettazione e gestione del Turismo Culturale),dopo aver partecipato con una borsa di studio Erasmus ad un itinerario di studio internazionale presso l'Università Montaigne di Bordeaux, nell'anno accademico 2020-2021.