“Violenza di Genere: ricordare oggi come ricordare ogni giorno è importante. Oggi è una giornata drammaticamente importante che serve per fare il punto sulle manifestazioni e sulle iniziative”.

Così la senatrice vicentina Daniela Sbrollini, presente alla conferenza stampa indetta da Azione e Italia Viva con la partecipazione di Francesca Carli, Marilisa Munari, Marica Dalla Valle e Antonella Alvisi.

Continua la senatrice: “Ricordare è importante ma dobbiamo soprattutto definire gli impegni per il futuro. I numeri delle violenze di genere sono in aumento. Non solo quelli che definiscono il numero dei femminicidi ma anche quelli più in generale che riguardano le violenze all’interno delle famiglie. Per di più, dal covid in poi, si sono visti aumentare i fatti di violenza che si sono verificati alla presenza dei figli.

In realtà le leggi ci sono. Il governo Draghi ha approvato una serie di iniziative contro la violenza di genere, un male che colpisce ad ogni età, ad ogni latitudine e in ogni ceto sociale. Da ieri anche la Bicamerale avrà modo di sostenere meglio le iniziative che Bonetti, Cartabia e Lamorgese hanno reso obbligatorie”, ha concluso Daniela Sbrollini.

Francesca Carli ha ricordato: “Ricordiamo il 1522. La convenzione di Istanbul ha posto obiettivi ben precisi. Dobbiamo però diffondere il 1522 il numero antiviolenza e stalking. Ci sono città in cui è ricordato ad ogni angolo di strada. Diffondere il suo uso è di fondamentale importanza”.

“I numeri dicono molto”, ha sottolineato Marica Dalla Valle che continua: “servono i centri di ascolto, che sono ancora molto pochi. In Veneto ne servirebbero quasi 500 e ce ne sono appena 22. Con una dotazione di 2 milioni di euro l’anno, in tutta Italia la copertura sarebbe più adeguata”.

Marilisa Munari e Antonella Alvisi puntano diritto sulla prevenzione ed sulla educazione: “ La prevenzione ha bisogno di una educazione civica che sia opportunamente sviluppata a scuola. L’assistente sociale e lo psicologo poi, messi a disposizione degli studenti, possono servire, soprattutto nell’età scolastica. Confidarsi con qualcuno è spesso più facile che fare una telefonata per denunciare. Dobbiamo seguire ogni strada che può prevenire il dramma”.