Vittima banche “diseguale”: se i morti non hanno più voce, perché i vivi non parlano?

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Risparmiatori soci BPVi e Veneto Banca che manifestavano per indennizzi a Piazza dei Signori a Vicenza
Risparmiatori soci BPVi e Veneto Banca che manifestavano per indennizzi a Piazza dei Signori a Vicenza

Gentile direttore – ci scrive firmandosi una vittima delle banche -, tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali – così recita la Costituzione della Repubblica italiana Art. 3. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Siamo tutti uguali davanti alla legge, ma io evidentemente, vittima delle banche, lo sono un po’ meno.

Con i Decreti Attuativi, sempre che vengano resi operativi, io pagherò a caro prezzo l’unione tra i componenti della mia famiglia. Tanto uniti che quando mia madre si è gravemente ammalata, ciascuno di noi ha fatto quadrato attorno a lei, non ci sono mai state discussioni su chi avrebbe dovuto fare il proprio turno per assisterla e accudirla.

Nessun altro impegno si è mai frapposto in quella che per noi era la priorità principale: alleviare mia madre dalla sua situazione di totale assistenza. In ospedale eravamo conosciuti come la famiglia dove tutti i componenti “guardavano” la propria madre. Non abbiamo neppure usufruito della legge 104, nessun permesso è mai stato richiesto se non in situazioni di grave urgenza per accompagnare mia madre al pronto soccorso.

Il primo anno mi sono messa in part time per non “pesare“ sulle spalle dello stato con la richiesta di permessi che avrebbero comportato la nomina di supplenti (faccio l’insegnante). Il tutto per 9 anni e mezzo (egoisticamente ne avrei voluti altrettanti, ma a lei non si poteva chiedere di più) con il rammarico di sapere che soffriva anche per l’abisso in cui una delle due banche venete ci aveva sprofondati.

Questa è la mia famiglia, tanto unita e con piena fiducia l’uno dell’altro, da accentrare su due conti quelli che erano i risparmi di 8 persone (genitori compresi), con l’unico scopo di risparmiare sulle spese di tenuta conto. Una giornalista una volta mi ha detto: “I soldi risparmiati sono così importanti che ogni ‘scheo’ ha un nome “. Così almeno diceva suo padre.

E’ solo dal risparmio e dalla necessità di avere un sicurezza economica (da bravi veneti non siamo abituati a chiedere e comunque si è sempre soli nel momento del bisogno) che deriva o meglio derivava il nostro conto in banca.

Con il tetto dei 100.000 euro io, da vittima delle banche, perdo il mio diritto di essere come tutti gli altri, divento una DIVERSA. Calcolatrice alla mano riceverò, forse, circa il 13% dal quale dovrò togliere la percentuale spettante al mio avvocato. Questa elemosina andrà poi suddivisa tra i 6 fratelli che avevano confluito, senza comparire, i loro risparmi nei suddetti conti.

Chi o cosa dà il diritto a questi politici di stravolgere gli articoli della Costituzione?

La mia famiglia, con i presupposti del M5S e della Lega, pagherà per aver basato la propria vita su quei sani principi che i nostri genitori ci hanno trasmesso non a parole ma assimilando il loro esempio di conduzione di vita: onestà, risparmio, indipendenza economica e soprattutto coesione familiare.

Evidentemente queste non sono le linee guida dagli attuali politici che non esitano a chiudere tutta la faccenda sotto una bella pietra tombale. Ma se i morti non hanno più voce, perché i vivi non parlano?

Se 220.000 truffati si ritrovassero a contestare, la loro non sarebbe più una voce, ma un ruggito che farebbe impallidire qualunque politico.

Io vittima delle banche e, ora, di questi politici uguali a quelli di prima dico:

non ci si può arrendere così, la dignità sarà veramente persa solo quando accetteremo come una vittoria (30%) ciò che in realtà è una totale disfatta.