Zonin e Zigliotto contro Coviello e VicenzaPiù, l’avv. Marco Ellero: un altro processo al “diritto di cronaca”

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Coviello sempre sotto attacco da parte di Zonin (nella foto con avv. Enrico Ambrosetti)
Coviello sempre sotto attacco da parte di Zonin (nella foto con avv. Enrico Ambrosetti)

Domani, 24 maggio, si terrà presso il tribunale di Vicenza, avanti al Giudice – teoricamente dovrebbe essere il dott Mantovani, ma non lo sapremo fino a domani – quella che di fatto è la seconda udienza di un altro processo al “diritto di cronaca” in cui l’imputato è, al solito, il direttore di VicenzaPiu.comGiovanni Coviello, per il reato di diffamazione nei confronti di, addirittura in coppia questa volta, Gianni Zonin e Giuseppe Zigliotto.

Sotto accusa sono gli articoli titolati rispettivamente “Fondazione Roi, la GdF chiede accertamenti ulteriori ai Pm su “una preziosa collezione di avori e n. 4 quadri” forse a casa di Gianni Zonin e su “una preziona collezione di monete d’oro” (s)vendute a Giuseppe Zigliotto” pubblicato su VicenzaPiù il 19 novembre 2017 e “Zonin e Zigliotto smentiscano con documenti Giorgio Mellone e Gabriella Ceranto, due servitori del marchese Roi: in mano loro avori, quadri e monete d’oro della Fondazione” pubblicato il giorno successivo.

Il direttore di VicenzaPiu.com ha fatto, ovviamente, opposizione ai due “subitanei” decreti di condanna e domani, dopo l’assenso già dato dai gip Venditti e Maria Trenti, firmatari dei due decreti opposti, si discuterà, su richiesta dell’avv. Marco Ellero, che difende Coviello, dell’unificazione dei due procedimenti relativi agli stessi due articoli che hanno coinvolto i due querelanti, entrambi imputati nel processo BPVi e “sospettati” dalla GdF di aver portato a casa con modalità non chiare, Zonin, quadri e avori della Fondazione Roi e, Zigliotto, una collezione di monete d’oro che facevano parte del lascito del marchese Giuseppe Roi.

Rivolgiamo qualche domanda all’avv. Marco Ellero

Avv. Marco Ellero, difensore di Giovanni Coviello (direttore di VicenzaPiu.com)
Avv. Marco Ellero, difensore di Giovanni Coviello (direttore di VicenzaPiu.com)

Domani cosa è previsto possa succedere e quali saranno i passi successivi del nuovo attacco legale a Coviello?

All’udienza di domani verrà individuato il Giudice competente per il procedimento. All’udienza del 2 maggio scorso infatti, tenuta dal dott. Venditti, quest’ultimo si è astenuto dal giudizio, per l’incompatibilità dovuta al fatto di avere firmato uno dei decreti penali ai quali ci opponiamo.

Oltre a questo il Giudice designato dovrebbe decidere in merito al rito: è stato infatti richiesto un giudizio abbreviato, condizionato all’acquisizione di documenti (la relazione del nucleo di Polizia tributaria di Vicenza, a cui si riferivano gli articoli oggetto del

Giuseppe Zigliotto, ex pres. Confindustria Vicenza e consigliere BPVi
Giuseppe Zigliotto, ex pres. Confindustria Vicenza e consigliere BPVi

procedimento in corso) ed all’escussione di testi: i querelanti, Zonin e Zigliotto. Se il Giudice accetterà la condizione, fisserà nuova udienza per l’audizione dei testi ed eventualmente la discussione, diversamente, in caso di non accettazione, rinunceremo all’abbreviato e chiederemo il giudizio immediato. I querelanti, in questo processo dovranno comparire.

Nei due articoli incriminati, uno dei quali tra l’altro conteneva l’appello ai querelanti a documentare la loro estraneità alle ipotesi della GdF, noi leggiamo essenzialmente virgolettati di rapporti della Polizia giudiziaria. Quale reato si può imputare a un cronista che li ha resi semplicemente noti?

Nessuno. Si tratta di fatti di rilevanza pubblica relativi a personaggi assai noti. Non capisco francamente che cosa venga contestato al mio assistito ed in che termini.

Il suo assistito sta subendo una serie notevole di processi penali e di richieste civili di danni. Che idea lei si è fatta del particolare accanimento contro il nostro direttore?

Coviello dà fastidio. Non ama il quieto vivere. Racconta le notizie e lo fa con uno stile caustico. In più non ha “santi in paradiso“. Questo è un mix letale per chi dirige una testata indipendente. Purtroppo in questo Paese si parla molto di libertà di stampa, ma poco di come fare per tutelarla davvero.