Zottis e Zanoni (Pd): “Mafia in Veneto, potenziare controlli su appalti e formazione del personale nelle PA”

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“Il dato che vede il Veneto al quarto posto per segnalazioni di operazioni sospette di riciclaggio, dopo Lombardia, Campania e Lazio, è uno degli indicatori che evidenziano il fenomeno del radicamento della mafia nella nostra regione. Ma la minimizzazione prevale ancora sulla consapevolezza, oltre al fatto che gli strumenti di contrasto sono inadeguati”.

La presa di posizione è degli esponenti del Partito Democratico Francesca Zottis (vicepresidente del Consiglio regionale con delega alla legalità) e Andrea Zanoni (presidente della Commissione legalità).

I due consiglieri dem, facendo riferimento alla “Inquietante, recente inchiesta giornalistica di Report sulla mafia in Veneto” e all’ultima in ordine di tempo, “Allarmante indagine che vede al centro i titolari della Cenedese di Silea”, ritengono che “Quanto emerso impone alla politica riflessioni e azioni immediate. Tutto l’ambito degli appalti, dei subappalti e dell’intermediazione di manodopera, richiede livelli di attenzione sempre più alti. Va in questo senso rafforzata e resa obbligatoria la formazione nelle amministrazioni pubbliche. Così vale per i filtri di controllo e di blocco negli appalti: il meccanismo del massimo ribasso sta infatti facilitando il radicamento mafioso. Non da ultimo, è indispensabile alzare la guardia sul fronte della gestione della manodopera e dei cantieri”.

Zottis e Zanoni riconoscono che “La Regione sta avviando una serie di azioni anche in termini di formazione ed accompagnamento con le associazioni e le categorie alla consapevolezza del fenomeno, ma è indispensabile incidere, anche sollecitando il livello nazionale, con misure di contrasto e prevenzione più stringenti. Non possiamo consentire la distruzione delle aziende sane della nostra regione e di un sistema che ci è invidiato a livello nazionale e internazionale”.