I Re Magi nella storia dell’arte alla Scuola del lunedì

L'ultima lezione dell'anno alla scuola dei Ferrovieri è di Manuela Brocco, docente e fondatrice di "L'IdeAzione"

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Scuola del lunedì
"La lunga cavalcata dei Magi nella storia dell'arte" raccontata da Manuela Brocco

L’ultima lezione dell’anno per la Scuola del lunedì, progetto coordinato da Daniele Bernardini, presso la sede della Biblioteca La Locomotiva, in via Rismondo 2 ai Ferrovieri, tenutasi ieri, è stata dedicata alla storia dell’arte. Protagonista Manuela Brocco, docente coordinatrice della “scuola del pomeriggio” (presso la scuola Secondaria F. Maffei), socia fondatrice dell’Associazione culturale “L’IdeAzione” e autrice di volumi dedicati alla storia della città, che ha tenuto una lezione su “La lunga cavalcata dei Magi nella storia dell’arte”. 

A far da preludio all’intervento della docente, Daniele Bernardini ha ricordato la possibilità di acquistare panettoni e pandori, a fronte di un’offerta per Medici con l’Africa – Cuamm (ancora disponibili presso la sede della biblioteca); inoltre ha menzionato la disponibilità di copie del nuovo numero di VicenzaPiù Viva n°304 messe a disposizione gratuitamente per i partecipanti alla scuola.

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Scuola del lunedì, l’ultimo appuntamento del 2025

Attraverso opere quali bassorilievi, sarcofagi e dipinti, Manuela Brocco ha raccontato la storia iconografica dei Re Magi, figure che si sono trasformate molto nel corso dei secoli legandosi all’epoca di raffigurazione e alle modalità diverse di rappresentazione dell’Adorazione.

Degli evangelisti, solo Matteo cita la figura dei Magi nel suo Vangelo, non precisando quanti fossero né chi fossero, ma affermando che arrivarono da Oriente chiedendo informazione sul re dei Giudei; Erode sentendo la faccenda, chiese loro di andare a Betlemme e di tornare con notizie sulla nascita. Dopo essere arrivati nella casa dove Maria aveva partorito, apparì loro in sogno un angelo che li invitava a non tornare da Erode; per ripicca quest’ultimo, sentendosi tradito, darà il via alla strage degli innocenti.

La tradizione dell’illustrazione dei Magi nasce dai Vangeli apocrifi, dove “mago” – parola persiana che significa “grande” o “dono”, i maghi erano una casta sacerdotale – nell’antico testamento rimandava al ciarlatano, mentre la parola “magio” nacque in Toscana nel Trecento per ingentilire il termine e separarlo dalla accezione negativa.

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Una delle prime raffigurazioni dei Magi nella catacomba di Priscilla a Roma

Quella che è considerata la prima raffigurazione dei Magi nella storia è tutt’ora visibile nella Catacomba di Priscilla a Roma, della fine del II secolo: vediamo la Vergine in trono che esibisce il bambino a questi tre personaggi in fila; un’immagine tradizionale dei Magi e un topos tipico dell’arte mesopotamica, ovvero il popolo vinto che porta doni al vincitore in segno di sottomissione.

I Magi sono un’immagine molto diffusa nelle catacombe, con una variazione sul numero: ne possiamo trovare 2, 3, 4 oppure addirittura 12 nell’arte orientale; la codificazione del numero 3 sarà più tarda e si legherà alla quantità dei doni portati a Gesù ma anche alla simbolicità del tre.

Brocco ha portato alcune immagini visibili a Vicenza, affinché il pubblico possa (chissà) andare a vederle dal vivo: molto antico è il sarcofago della Chiesa dei SS. Felice e Fortunato, oggi custodito al Museo Diocesano, del IV secolo d.C., i Magi non toccano i doni con le mani nude ma le hanno velate in segno di rispetto. L’abbigliamento denota la loro alterità e ricorda i sacerdoti del Dio Mitra, vestiti con abiti persiano-sasanidi, il copricato frigio di forma conica, una tunica corta, il mantello e gli anaxyrides, pantaloni aderenti abbottonati di lato.

Anche la location di nascita di Gesù varia nel corso delle rappresentazioni: l’evangelista Matteo parlava di una casa, Luca di una mangiatoia, mentre in Oriente si privilegiava la grotta (che richiamava i culti pagani); in Occidente invece si raffigura una tettoia.

Il tema dei Magi è frequente anche nell’arte bizantina perché viene assunto dall’arte imperiale quando l’impero si cristianizza, per raccontare il concetto della regalità sacra. Ne vediamo alcuni esempi a Ravenna, in San Vitale e Sant’Apollinare in Classe (dove compare l’elenco dei nomi dei Magi, anche se pare essere un’aggiunta successiva, e appare la stella a otto punte, come simbolo di speranza e nuova vita).

Più avanti nei secoli saranno due gli eventi principali che faranno esplodere il culto dei Re Magi: la pubblicazione della Legenda Aurea di Jacopo da Varagine nel 1298 e la traslazione delle reliquie da Milano a Colonia nel 1162, dopo la devastazione della città italiana da parte di Federico Barbarossa; secondo una tradizione, infatti, i Magi sarebbero stati sepolti in Persia, le loro reliquie sarebbero state prelevate dall’imperatrice Elena e poi trasportate dal Vescovo di Milano Eustorgio.

Il culto figurativo dei Magi si arricchirà della tradizione delle prime rappresentazioni teatrali sacre e dunque i tre personaggi assumeranno la gestualità attoriale.

Di particolare pregio la rappresentazione nella Cappella degli Scrovegni, dove Giotto inserisce la stella cometa per la prima volta, aggiungendo i cammelli e codificando come luogo la capanna. Se dal 1300 l’iconografia inserirà anche il corteo dei servitori come a dare l’idea che i Magi siano un omaggio alla divinità da parte dei potenti, nel 1400 in clima cortese le raffigurazioni si arricchiranno di dettagli borghesi e la scena si sposterà nelle città, inserendo i committenti nel pubblico che omaggia Gesù. Con Sandro Botticelli, ad esempio, i Medici assumono addirittura le sembianze dei Magi, come a definire una sorta d’investitura ricevuta direttamente da Dio.

Con l’augurio di buone feste e la cioccolata calda in compagnia, si conclude la serie di lezioni per quest’anno, sempre molto ricche di pubblico curioso.

Appuntamento ora a lunedì 12 gennaio con la prima lezione dell’anno 2026 per la Scuola del lunedì, sul tema “Palestina, terra di pensiero e di letteratura”, in cui l’ospite Elisabetta Bartuli, attraverso la voce di scrittori, poeti e intellettuali racconterà il Paese e l’attualità.

Gli interventi della scuola del lunedì sono visibili qui.