Giustizia e Referendum: Zanettin (FI) attacca Landini e incalza Nordio sulle riforme

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Pierantonio Zanettin

Il senatore vicentino di Forza Italia, Pierantonio Zanettin, intervenendo ieri in aula sulla relazione del Guardasigilli Carlo Nordio sull’amministrazione della giustizia, ha alzato il livello della polemica contro il fronte del “No” al referendum sulla riforma.

Zanettin ha annunciato di aver presentato un’interrogazione per fare luce sull’utilizzo delle risorse finanziarie della Cgil. Il senatore chiede di sapere se gli stanziamenti decisi dal sindacato per la campagna referendaria a favore del “No“, “piuttosto che per la tutela dei rapporti di lavoro, siano rispettosi della legge e dello statuto sindacale”.

Nel suo intervento, l’esponente azzurro non ha risparmiato critiche durissime ai testimonial della campagna referendaria. “Il fronte del No sta utilizzando argomenti del tutto privi di fondamento giuridico, autentiche fake news“, ha incalzato Zanettin. “L’Anm affigge manifesti per sostenere la falsità”.

Il senatore ha poi puntato il dito contro alcuni volti noti del dibattito pubblico: “Il professor Barbero, ottimo divulgatore della storia del Medioevo, come opinionista politico non dà il meglio di sé, dimostrando di avere studiato poco. Alessandro Gassman sarà, forse, un bravo attore, ma nel dibattito politico cade in eclatanti contraddizioni. Quanto a Landini, ricorre al turpiloquio”.

Oltre alla polemica politica, Zanettin ha trattato temi legati al garantismo giuridico, chiedendo al Ministro Nordio e al Sottosegretario Sisto di accelerare l’iter di provvedimenti fermi da tempo. Il riferimento principale è alla disciplina del sequestro dello smartphone e dei dispositivi telematici, approvata dal Senato quasi due anni fa ma ancora bloccata alla Camera.

“È giunto il momento che l’iter si concluda. Non ci sono scuse né alibi”, ha dichiarato Zanettin, ricordando anche la necessità di modificare la disciplina del Trojan. “Ne parliamo da inizio legislatura, è giunto il momento di vedere il disegno di legge del governo. Vanno poi riformate le regole sulla sicurezza sul lavoro e monitorato l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella giurisdizione”.