Sanità veneta, AVS in Consiglio: Cunegato e Ostanel avvertono sui rischi per le medicine di gruppo integrate

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Cunegato, a destra, e Ostanel (Consiglieriu regionali del Veneto per AVS
Cunegato, a destra, e Ostanel (Consiglieriu regionali del Veneto per AVS

Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) porta in Consiglio regionale del Veneto una interrogazione sulle Medicine di Gruppo Integrate. Cunegato e Ostanel denunciano il mancato rimborso degli aumenti salariali del personale e temono uno spostamento di risorse verso le Case di Comunità.

Le Medicine di Gruppo Integrate, indicate per anni come uno dei pilastri della sanità territoriale veneta, rischiano di entrare in una fase di forte difficoltà. A lanciare l’allarme è il gruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio regionale del Veneto, che ha depositato un’interrogazione urgente per chiedere chiarimenti e interventi immediati da parte della Giunta.

Medicina di gruppo Laghetto Vicenza
Medicina di gruppo Laghetto Vicenza

Cunegato e Ostanel: i rischi per le medicine di gruppo integrate

A firmarla sono lo scledense Carlo Cunegato e la padovana Elena Ostanel, secondo i quali la Regione starebbe mettendo in seria difficoltà le MGI non riconoscendo i rimborsi dovuti per gli aumenti salariali del personale infermieristico e di segreteria previsti dal nuovo contratto collettivo nazionale. «Abbiamo depositato un’interrogazione per chiedere che vengano riconosciuti i rimborsi dovuti dalle Ulss – spiegano – e per chiarire se sia in corso un trasferimento di risorse e personale dalle Medicine di Gruppo Integrate alle Case di Comunità».

Un tema che si intreccia direttamente con il dibattito sulla riorganizzazione della sanità territoriale. Cunegato e Ostanel richiamano anche le dichiarazioni del nuovo assessore regionale Gerosa, secondo cui il diritto alla salute non sarebbe comprimibile e il bilancio dovrebbe adattarsi alle esigenze del sistema sanitario. «Non dovrebbe quindi essere un problema – osservano – trovare le risorse per rimborsare le MGI, che garantiscono un servizio fondamentale e apprezzato dai cittadini».

Nel merito, i consiglieri regionali sottolineano come le Medicine di Gruppo Integrate abbiano dimostrato di funzionare: assicurano accessibilità fino a 12 ore al giorno, prendono in carico i pazienti cronici, svolgono attività di prevenzione e rappresentano un filtro essenziale per ridurre gli accessi impropri ai pronto soccorso. Nonostante questo, denunciano, i rimborsi regionali non sono stati adeguati agli aumenti salariali del personale. «Il risultato – spiegano – è che molti medici si trovano oggi con debiti di migliaia di euro verso le cooperative che forniscono infermieri e segreteria. Una situazione che sta diventando insostenibile».

Il quadro complessivo viene definito preoccupante anche sul piano dei numeri. Solo il 25% dei medici veneti opera oggi in MGI, a fronte di una previsione normativa che indicava l’obiettivo del 75%. Parallelamente, il 55,5% degli accessi ai pronto soccorso avviene in codice bianco, un dato che per AVS certifica le difficoltà della medicina territoriale e l’urgenza di rafforzarla. «In alcuni territori – aggiungono – le nuove convenzioni hanno persino ridotto servizi essenziali come i punti prelievo e le ore di presenza di infermieri e segreteria».

Da qui la richiesta politica alla Giunta regionale: riconoscere immediatamente i rimborsi dovuti, garantire che nessuna risorsa venga sottratta alle Medicine di Gruppo Integrate e avviare finalmente la definizione di un nuovo Accordo Integrativo Regionale, fermo dal 2005. «Se la Regione vuole davvero rafforzare la sanità territoriale – concludono Cunegato e Ostanel – deve partire da qui».