Turismo Vicenza 2025, il bilancio di Confcommercio: bene la provincia, soffre il capoluogo

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Confcommercio Vicenza commenta l’andamento del turismo Vicentino nel 2025, fotografato dai dati diffusi nei giorni scorsi dalla Regione Veneto. La provincia cresce, il Capoluogo perde, l’Altopiano di Asiago continua la sua corsa.

“Si può riassumere così – si legge in una nota -, in estrema sintesi il quadro del settore. Ci sono, dunque, molte luci e qualche ombra a caratterizzare un settore importante anche dal punto di vista economico, sia perché nell’ospitalità e nella ristorazione operano 4.500 imprese in provincia, sia per l’impatto che i flussi turistici hanno anche dal punto di vista della spesa nei negozi”.

Poi, l’analisi si sposta sui dati regionali dei turisti. In tutta la provincia gli arrivi sono stati, nel 2025, 892.495 (+1,1% sul 2024), mentre le presenze, ovvero i pernottamenti nelle strutture ricettive, hanno toccato quota 2.359.222 (+1,6% sul 2024). Dal punto di vista degli arrivi crescono più gli stranieri (+2,2%), che gli italiani (+0.4), anche se questi ultimi rappresentano la maggioranza, totalizzando 549.425 arrivi (il 61,6% del totale).

“Questi risultati indubbiamente positivi – afferma Nicola Piccolo, presidente di Confcommercio Vicenza – confermano la crescita di attrattività del nostro territorio. Se però ampliamo lo sguardo alle altre province del Veneto dobbiamo rimarcare che a livello di arrivi solo Rovigo ha numeri inferiori rispetto ai nostri, mentre tutte le altre province hanno risultati superiori. Chiaro che non possiamo fare la gara su Venezia e Verona, però questo ci deve spronare a lavorare di più, a livello di sistema, per crescere: Vicenza se lo merita per tutto ciò che il territorio offre a livello di storia, cultura, natura ed enogastronomia”.

Nella vision di Confcommercio Vicenza deve crescere di più soprattutto il turismo del Capoluogo, che non chiude bene il 2025. I numeri parlano chiaro: nell’anno appena concluso la città di Vicenza ha perso 11.709 arrivi (passando da 255.865 del 2024 ai 244.156 del 2025, -4,6%) e ha perso anche 23.142 pernottamenti (da 570.471 del 2024 sono scesi a 547.329 nell’anno appena concluso, -4,1%).

Questi dati vanno letti con cautela, perché tutti ricordiamo come il 2024 sia stato caratterizzato dall’Adunata degli Alpini in città, che ha portato grandi flussi, anche se limitati ad alcuni giorni – è l’analisi del presidente Piccolo -. Però, anche nel confronto con il 2023, la città ha subito una flessione, seppure più limitata, ovvero del 2,3% negli arrivi e dell’1,4 nelle presenze”.

Nella rilevazione di Confcommercio Vicenza sugli accessi all’area delle Mura Duecentesche della città (ottenuta grazie ad un sistema di monitoraggio dei dispositivi mobili) l’andamento nell’arco temporale giugno-dicembre 2025, confrontato con lo stesso periodo del 2023 (orario 8.00-20.00), denota una certa stabilità: sono stimati in 767 mila i visitatori che negli ultimi sei mesi dell’anno scorso sono entrati almeno una volta nel cuore del centro storico, contro i 716 mila del 2023. Gli accessi totali, secondo le stime, sono stati 4,4 milioni, contro i 4,5 milioni di due anni fa, sempre nello stesso periodo e nella stessa fascia oraria.

“L’auspicio – ancora Piccolo – è che il ciclo di mostre annunciato dall’Amministrazione, che dovrebbe iniziare a fine 2026, costituisca una svolta per migliorare l’attrattività turistica di Vicenza. Perché è chiaro – sottolinea – che la città ha grandi potenzialità ancora da sfruttare, confermate anche dai recenti interessamenti per l’apertura di nuove strutture alberghiere, ma non dobbiamo pensare che la crescita nell’offerta dell’hotellerie sia una garanzia di un aumento della domanda.

Perché Vicenza sia più attrattiva – continua il presidente di Confcommercio Vicenza – serve un’attenta azione di marketing territoriale, che comprenda la pianificazione di eventi in grado di attrarre turisti a livello nazionale ed internazionale; il coordinamento territoriale, anche attraverso gli organismi preposti della Camera di Commercio; collegamenti infrastrutturali efficienti; servizi urbani adeguati e un generale miglioramento della qualità urbana, vale a dire, ad esempio, parcheggi accessibili e dignitosi, valorizzazione dei percorsi di visita, eliminazioni delle situazioni di degrado. Su questi fronti c’è molto da investire e credo che le risorse ottenute dal Comune con la tassa di soggiorno debbano trovare qui il loro completo impiego, come d’altronde prevede la norma”.

Tornando ai dati diffusi dalla Regione, chi sorride è soprattutto la montagna vicentina, in particolare l’Altopiano di Asiago. Qui gli arrivi, nel 2025 sono stati 111.535 (+3,4% sul 2024) e i pernottamenti, ovvero le presenze, hanno raggiunto quota 613.559 (+5,3% sull’anno precedente) e la stessa città di Asiago ha visto crescere, nel confronto tra i due anni, gli arrivi del 2,6% e le presenze del 2,7%. “L’Altopiano sta cogliendo i frutti di un lavoro di organizzazione dell’offerta turistica e coordinamento della promozione, che ha coinvolto tutto il territorio – spiega il presidente Piccolo -. Allo stesso tempo gli operatori  hanno saputo intercettare al meglio le esigenze del turisti, con un gran lavoro di implementazione dei prodotti e dei servizi. È un esempio che dobbiamo estendere a tutto il territorio vicentino, perché è proprio mettendo assieme le risorse, anche economiche, le forze e le idee, con una collaborazione sempre più stretta tra pubblico e privato, che si può puntare a raggiungere i risultati sperati, ovvero un aumento significativo dei flussi turistici nel Vicentino”.